Roma: Proloco Dol fa tris e apre anche a Trastevere

6 novembre 2018

Squadra che vince di certo non si cambia, ma si raddoppia e in qualche caso triplica. E il caso è quello di Pro Loco DOL, che dopo Centocelle e Pinciano verso metà del novembre aprirà a Trastevere. un locale che valorizza come sempre la tradizione e tipicità laziale In via Goffredo Mameli 23, da pranzo a cena, con orario continuato, il team, capitanato da Vincenzo Mancino e composto da sua moglie Elisabetta e dagli amici Marco Natoli e Alessandro Salatino, rilancia l’offerta tipica di DOL: un locale di tradizione e di tipicità di origine laziale. Tre i locali che compongono il nuovo Pro Loco Trastevere. In una sala precedentemente adibita a piano bar e leggermente interrata come molti locali del quartiere, ci saranno rispettivamente bar, pizzeria e locale per la cena.

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Una sessantina circa i coperti, nel menu la pizza – “che non vogliamo né chiamare romana, né napoletana“, precisa Mancino – insieme alle certezze di sempre: dalle paste firmate Mauro Secondi alle pappardelle al ragù bianco di Magalitza, dallo stinco di maiale nero alla birra al coniglio porchettato dei Monti Lepini, senza dimenticare i famosi taglieri DOL di salumi e formaggi e il tagliere speciale con i formaggi del carcere di Rebibbia Cibo Agricolo Libero. Spazio anche per qualche rivisitazione. Un soppalco ospiterà, probabilmente, corsi di degustazione sui prodotti del Lazio, compresi birra e vino, in collaborazione con gli esperti del settore. Novità assoluta sarà la presenza di cocktail e miscele, che per la prima volta entrano nel progetto di DOL, a base dei liquori laziali dell’azienda Sarandrea, ma senza dimenticare alcuni grandi classici.

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Ci sarà quindi il forno a legna e, ulteriore novità di quest’apertura, molti piatti usciranno proprio da lì, in una serie lunghissima di cocotte ripiene di pollo con i peperoni, baccalà con le patate, fagioli con le cotiche o scamorza, come si faceva una volta, tipici della filosofia di DOL. “La nostra è, come sempre, una cucina che guarda molto indietro – conferma ancora una volta il padrone di casa – al contrario di quello che negli ultimi tempi professano i grandi chef“. Nessun nome, per ora, per quel che riguarda la cucina, visto che le selezioni sono ancora in corso. Così come nessuna informazione trapela sulla persona che si occuperà dei dolci, tranne un’unica delucidazione: saranno quasi casalinghi, come tradizione DOL vuole.

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L’apertura è prevista per il 12 novembre, quando Giovanni Milana, oste della trattoria di Olevano Romano Sora Maria e Arcangelo, inaugurerà i fornelli con una cena (su prenotazione) dedicata alla memoria degli antichi sapori laziali: fondente di fagiolone di Vallepietra raccolto 2018 con cubotto di coppa tiepida fatta in casa, il foie gras dei romani, ossia fegatello di maiale nella rete, mele annurche del basso Lazio e mosto cotto di Cesanese, pappardelle di grano Senatore Cappelli “Poggi” al ragout di cortile bianco aromatizzato al ginepro e agrumi “già alla bifolca dal 1950, ricetta decantata da Luigi Veronelli”, filetto di maiale nero bardato al guanciale di Lauretti, fondente di rape e bietoline croccanti in salsa agrodolce e per chiudere panna cotta alla vaniglia naturale e castagne candite con cachi e sfoglia sbriciolata al burro salato.

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