Perché si coltiva sempre più kaffir lime

13 novembre 2018

Pensate a tutti gli agrumi che vi vengono in mente. Partiamo con qualcosa di facile: arance, limoni, pompelmi… Se fate un piccolo sforzo riuscirete a visualizzare anche lime, limette e forse un bergamotto, ma quanti di voi sanno che cos’è una combavaCombava è il nome europeo con cui si identifica il frutto del Citrus Hystrix. Il Citrus Hystrix, come la denominazione scientifica suggerisce, è una pianta appartenente al genere degli agrumi, un arbusto caratterizzato dalla presenza cospicua di spine (da qui il riferimento all’istrice).

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Oltre alle spine, sono le foglie a costituire un elemento particolare: sono ampie e pungenti e la loro forma ricorda il simbolo dell’infinito o, meno poeticamente, un otto poiché presentano un restringimento nella parte centrale che dà l’impressione di uno sdoppiamento della foglia stessa. I frutti sono piccoli, arrotondati o leggermente allungati, con la buccia spessa, bombata e rugosa di un verde brillante.Incerte le origini di questa pianta: mutazione naturale o ibridazione? Il suo sapore è così agro e astringente da renderne quasi impossibile il consumo fresco. L’origine della combava non è certa: qualcuno dice che derivi dalla mutazione naturale della limetta, altri pensano invece che ci sia lo zampino dell’uomo e che sia il risultato di una ibridazione tra limetta e cedro. Anche il nome non ha una etimologia nota e non è univoco. Se in una parte d’Europa, Italia compresa, è conosciuto appunto come combava; nel mondo anglosassone è utilizzato il nome kaffir lime. Il termine kaffir è però problematico poiché nei paesi africani, e non solo, che hanno subito la colonizzazione europea ha assunto un significato offensivo e razzista simile a negro e si preferisce usare quindi la traduzione del suono della parola utilizzata per descrivere il frutto nella lingua tailandese: makrut o più semplicemente la locuzione thai lime.

Le caratteristiche

foglie di lime kaffir

Cioè che è certo è che il succo, le foglie e in alcuni casi la buccia della combava, ricca di olio essenziale, sono utilizzati, con ottimi risultati, nella cucina di Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, ma anche Madagascar e Indonesia. In Italia non è semplice trovarli: le foglie possono essere acquistate essiccate o congelate, in entrambi i casi non perdono il loro sapore intenso e penetrante, in negozi etnici o specializzati; mentre fresco si trova quasi esclusivamente online, ma per ovviare a questo problema potete coltivarlo sul balcone. Per avere foglie e frutti sempre a disposizione, è possibile infatti tenerla in vaso, tagliata ad alberello. Sebbene ami stare esposta al sole, almeno parzialmente, se riparata, sopporta bene anche il freddo fino a -6, -7 gradi e questo le permette di crescere anche nel nord Italia.

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Quando la pianta è adulta è rifiorente, la fioritura cioè, come succede anche per altri agrumi, è continua per tutta l’estate per cui è possibile avere frutti freschi per gran parte dell’anno tra marzo e ottobre. Un concime ben bilanciato poi, per nutrirla durante la primavera o l’estate, la rende particolarmente fruttifera ed esalta il colore di frutti e foglie rendendolo brillante. Se le foglie sono sempre pronte, il frutto arriva a maturazione quando comincia a cambiare colore e a prendere una sfumatura più gialla: a quel punto, a differenza dei limoni che rimangono attaccati alla pianta, i combava cadono e potete cominciare a sperimentare in cucina.

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