Tradotto per voi: i 16 programmi di cibo più gustosi

13 novembre 2018

L’articolo originale “Gravity defying dessert, $195 mac’n’cheese and Beyoncé’s guacamole: the tastiest food tv” di Stuart Heritage compare su The Guardian. Un bell’elenco dei migliori show e serie tv dedicati al mondo del cibo: l’abbiamo tradotto per voi.

Mentre eravamo tutti distratti dalla qualità eccelsa delle nuove serie televisive, le varie emittenti in streaming andavano costruendo uno zoccolo duro di programmi dedicati al mondo del food. Poiché la CNN farà uscire nei cinema il suo documentario su Anthony Bourdain solo tra un anno e tra una puntata e l’altra di Great British Bake Off passa comunque una lunga settimana, abbiamo preparato per voi un elenco dei migliori food show da guardare nel frattempo.

  1. somebody-feed-philSomebody Feed Phil su Netflix. Phil Rosenthal, già creatore di Everybody Loves Raymond, non è certo un esperto di viaggi e tanto meno un esperto di cibo. Questo non gli impedisce di realizzare per Netflix un suo personale diario di viaggio incentrato sul cibo, probabilmente motivato dal forte entusiasmo generazionale che nutre per queste due cose. Nel corso di dieci episodi fa il giro del mondo, da Copenaghen a Ho Chi Minh City, assaggiando la cucina locale ed esclamando “Wow” centinaia di volte. Come food show, è completamente privo di pretese, e già questo vuol dire molto.
  2. worth-itWorth It su Amazon. Steven Lim di Buzzfeed, Andrew Ilnyckyj e Adam Bianchi scelgono di mangiare versioni dello stesso piatto dai prezzi diversi. Il cheeseburger da 3 dollari è buono quanto quello che ne costa 195? Un vino da 1000 dollari è meglio di uno in cartone? Quanto è lecito spendere per un buon bacon? Per un sushi? Un dolce? Un piatto di pasta? Una pizza? Tutto questo è affrontato nel corso di 4 stagioni, su Amazon. Una divertente produzione a buon mercato.
  3. ugly-deliciousUgly Delicious su Netflix. David Chang è riuscito a insediarsi come ambasciatore gastronomico ufficiale di Netflix e al centro del suo impero c’è proprio Ugly Delicious. In ogni episodio, Chang e i suoi amici investigano a fondo un qualche classico del cibo spazzatura, mettendo in luce temi quali i legami tra il pollo fritto e il razzismo e la bastardizzazione americana del riso fritto. Ugly Delicious scivola a volte nella pretenziosità, ma l’episodio dedicato alla pizza – dove vediamo Chang arrivare quasi alle mani con un cuoco artigianale dopo aver dichiarato il suo amore per la pizza di Domino’s – è un esempio di grande televisione.
  4. eat-the-worldEat the World With Emeril Lagasse su Amazon. Sì, è un altro diario di viaggio basato sul cibo, ma quello che distingue Eat the World With Emeril Lagasse da un programma come Somebody Feed Phil è la capacità di accesso che Emeril Lagasse mette in mostra. Incontra famose suore coreane ed è tra i pochi che riescono a cenare all’Enigma di Albert Adrià. Guardate per primo l’episodio sulla zuppa di ravioli di Shanghai, per l’entusiasmo da scolaretti che trasuda.
  5. zumboZumbo’s Just Desserts su Netflix. Come in una specie di Bake Off australiano, i concorrenti di Zumbo’s Just Desserts devono preparare in ogni episodio un dolce – un pudding alto trenta centimetri, un dessert che sfida le leggi della gravità e un’altra trovata chiamata un Franken-dessert – ed è divertente come sembra. Inoltre, c’è anche Rachel Khoo. Ora sappiamo che fine aveva fatto.
  6. Christina TosiChef’s Table su Netflix. È facile individuare gli show gastronomici su Netflix: sono quelli che trattano il cibo con un reverenza attonita, come se si trattasse di una materia devozionale. Chef’s Table è all’epicentro di questo fenomeno. In ogni episodio viene presentato un nuovo chef proveniente da un qualche angolo del mondo e mentre ci si prostra ai suoi piedi, sullo sfondo va avanti costantemente della musica classica. Molti episodi sono grandiosi – e tra questi spicca quello su Christina Tosi – ma se se ne guardano più di tre in fila, viene voglia di mangiare Big Mac fino a farsi venire la nausea, tanto per ripicca.
  7. the-mind-of-a-chefThe Mind of a Chef su Netflix. Rispetto a Chef’s Table, The Mind of a Chef della PBS è appena poco più ludico – gli chef convocati hanno a disposizione una intera stagione, nel corso della quale sono liberi di andarsi a infilare in vri vicoli ciechi – ma è ancora nei limiti dell’educazione. April Bloomfield, la star della seconda stagione, è assolutamente deliziosa. In un mondo di celebrity chef, l’imbarazzo che prova a stare di fronte alla telecamera è una ventata d’aria fresca.
  8. cookedCooked su Netflix. Con episodi intitolati Fuoco, Acqua, Aria e Terra viene da pensare che Cooked sia insopportabilmente presuntuoso. E a dire il vero, lo è. Michael Pollan, lo scrittore che si occupa anche di cibo, esplora l’evoluzione del nostro rapporto con il cibo in ogni sorta di maniera pomposa. Comunque, dal punto di vista visivo, è un vero e proprio capolavoro. L’episodio dell’Aria, dedicato al pane, è puro ASMR (Autonomous sensory meridian response) visivo.
  9. chef-tipsChef Tips su Amazon. I programmi di cucina lampo sono la punta di diamante di Amazon Prime. Chef Tips prende un piatto – o spesso anche una singola tecnica – e lo fa spiegare da un grande chef in meno di un minuto. E allora, ad esempio, Bruce Kalman ci insegna come sbucciare e affettare uno spicchio d’aglio, Jamie Bissonette ci mostra come sfilettare un pesce e Kris Morningstar ci rende edotti sulla preparazione della besciamella. Praticamente un servizio di utilità pubblica, prodotto dagli Studios di Playboy.
  10. celebrity-snackdownCelebrity Snackdown su Amazon. Due personaggi famosi per due ricette. Uno chef che rimane invisibile le cucina entrambe e il pubblico poi sceglie qual è la migliore. Le uova strapazzate di Jamie Oliver sono meglio di quelle di Gordon Ramsay? Beyoncé prepara un guacamole più buono di Eva Longoria? Chi fa i waffle più buoni, Rachel Ray o Jackie Kennedy? Non è un programma scientifico – e nemmeno particolarmente astuto – ma è un buon passatempo.
  11. last-callLast Call Food Brawl su Netflix. A dispetto della sua inconfondibile spocchia culinaria, Netflix non è certo al di sopra della sudicia ingordigia che ha portato al successo Man v Food. Last Call Food Brawl ha un conduttore chiassoso, una colonna sonora aggressiva e decine di hipster che inneggiano alle costolette di maiale. Uno show così o lo si ama o lo si odia.
  12. the-pizza-show-romeThe Pizza Show su NowTv. The Pizza Show, una produzione Viceland, va veramente a fondo su un singolo piatto. Frank Pinello viaggia per il mondo alla ricerca della pizza perfetta. In un episodio, prova la pizza di lusso di Spago a Los Angeles, e in un altro se ne va a Napoli per farsi ripetere in continuazione le regole puriste secondo le quali viene realizzata la tipica pizza napoletana. Guardatelo adesso, prima che gli venga il reflusso acido.
  13. fuck-thats-deliciousFuck, That’s Delicious su NowTv. Il conduttore, Action Bronson, faceva il cuoco e adesso fa il rapper, e per questo motivo si trova a viaggiare molto. Il programma ha una sapore più autentico rispetto a Somebody Feed Phil, ed è meno noioso di Chef’s Table. In parte cucina, in parte documentario e in parte uno spaccato poetico del mondo reale. Se qualcuno al mondo è destinato a prendere il posto di Anthony Bourdain, questo di sicuro è Bronson.
  14. rick-steinRick Stein’s Seafood Odyssey su BBC iPlayer. Su iPlayer gli show non durano mai per più di un mese, anche se alcuni dei suoi programmi di culto sono diventato una presenza fissa. La serie del 1999, nel corso della quale Rick Stein ha sviluppato la capacità di visitare nuovi paesi per lamentarsi del fatto che la Gran Bretagna, purtroppo, non è come loro, è uno di questi. Forse la miglior cosa mai fatta da Stein.
  15. floydFloyd on France su BBC iPlayer. Durante gli anni, Keith Floyd si è guadagnato una bella reputazione da ubriacone recalcitrante. In questa serie del 1987, però, lo vediamo davvero in forma; curioso osservatore, regala agli spettatori un delirio di amabili aneddoti. Il cibo sembra quasi aggiunto per caso, il che è un bene, visto l’aspetto grigiastro e sbollentato che spesso ha. Ma al di là del cibo, la serie è strepitosa.
  16. fanny-cradockFanny Cradock Cooks For Christmas su BBC iPlayer. La serie è del 1975 e sembra trasmessa direttamente da un altro universo. La Cradock è nel fiore degli anni, agghindata con spille enormi e sopracciglia dipinte che le coprono metà della fronte, sempre lì a sgridare il pubblico, come se non ne sopportasse nemmeno la vista. Nessuna delle pietanze che sono servite fa venire l’acquolina in bocca e sembra tutto molto stressante. Abbiamo fatto tanta strada dai tempi della Cradock, ma per farla abbiamo anche perso molto.
  17. nailed-it-2Nailed It! su Netflix. Anche se non si propone ufficialmente come tale, Nailed It! è in assoluto l’anti-Bake Off. I concorrenti tentano di assemblare dei dolci seguendo ricette trovate su internet e finiscono quasi sempre per sfornare degli intrugli irriconoscibili. L’idea è buona, ma viene mortificata dal montaggio claustrofobico e assassino in stile americano.
  18. kantaroKantaro the Sweet-Toothed Salaryman su Netflix. Qui serve una spiegazione: Kantaro è una serie giapponese che segue le vicende di un uomo affetto da un’ossessione feticistica per i pudding. Tutti i giorni, sgattaiola via dal lavoro e va ad assaggiare un nuovo dessert, spiegando cosa lo rende unico, e mentre lo mangia sembra provare una sorta di orgasmo allucinatorio. È tanto geniale quanto demenziale, e forse l’episodio dove compare la madre di Kantaro sorpassa il limite della decenza.

Traduzione a cura di Paola Porciello.

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