12 alcolici che si bevono bollenti

14 novembre 2018

Se la birretta ghiacciata è simbolo dell’estate e delle vacanze, le bevande calde sono sinonimo di una stagione che cambia, delle giornate sempre più brevi e di un cielo tendente al grigio e al tempestoso. ci sono bevande che danno il meglio proprio quando sono bollenti Ci sono poi occasioni in cui, il freddo particolarmente pungente o un’allegra compagnia, richiedono qualcosa di più di una semplice cioccolata calda. Un incentivo diverso, ma altrettanto sfizioso. Di un pizzico di pepe nel nostro autunno e nel nostro inverno. Sì, in questi casi un goccio d’alcol, studiato e misurato, è quel che fa per noi. Esistono al mondo diversi drink pensati per l’occasione, più o meno innocui, da gustare in vari momenti della giornata. Ci sono poi bevande che sembrano proprio dare il meglio di sé a temperature più elevate. Approfittiamo quindi per scoprire e riscoprire gli alcolici che si bevono bollenti.

  1. irish coffeeIrish Coffee: come un innocente caffè può diventare qualcosa di molto più intrigante, in pieno spirito irlandese. Negli anni ’40 del Novecento lo chef Joe Sheridan lavorava al ristorante della base aerea di Foynes, nell’Irlanda Occidentale. Un giorno atterrò un aereo americano dopo un lungo viaggio in mezzo al maltempo e Sheridan, per scaldare i passeggeri, aggiunse un goccio di whisky nel caffè. Sembra che uno dei viaggiatori infreddoliti abbia chiesto se si trattasse di caffè brasiliano e che lo chef abbia risposto: “È caffè irlandese, Irish Coffee“. Probabilmente la ricetta originale prevedeva l’uso di caffè filtrato. Oggi si usa spesso il caffè americano, meno frequentemente l’espresso che, con il suo sapore intenso, rischia di coprire l’alcolico. Lo zucchero (meglio se di canna, in particolare muscovado) è un ingrediente importante per l’Irish Coffee perché accentua le note maltate del whisky, che, neanche a dirlo, deve essere rigorosamente irlandese. Infine si aggiunge panna montata. Potete trovare alcune varianti di questo cocktail, per esempio con il Bailey’s o il rum come parte alcolica.
  2. punchPunch: un altro caldo piacere alcolico nato tra i viaggiatori, in questo caso i marinai britannici in viaggio da e verso l’India. Sembra infatti che la parola punch sia un prestito linguistico di un termine hindi che significa cinque. Questo perché originariamente la ricetta avrebbe contemplato 5 ingredienti: alcol (brandy, rum, vino), agrumi, acqua, zucchero e spezie (o tè). La prima testimonianza di questa bevanda risale al 1632. Da allora sono nate tantissime varianti in tutto il mondo, persino versioni analcoliche o punch estivi serviti freddi. In inverno però, quando gli agrumi sono di stagione e sono più aromatici, è impossibile non lasciarsi tentare da un caldo e profumato punch al mandarino o all’arancia, non trovate?
  3. grog-1Grog: anche la nascita di questa bevanda è legata ai viaggi dei marinai britannici e al colonialismo. Inizialmente si trattava di una miscela di acqua e rum, alcolico che gli uomini della regina aveva scoperto sbarcando in Giamaica nel ‘600. Divenne presto una bevanda molto diffusa sulle navi, insieme ad altri alcolici che, durante i lunghi viaggi in mare, si conservavano molto meglio rispetto all’acqua. L’ebbrezza in navigazione non era sempre facile da gestire così, il vice ammiraglio Edward Vernon, soprannominato Vecchio Grog perché indossava sempre un cappotto in tessuto grogram (o gros grain), decise di far mescolare mezza pinta (236 ml) di rum con un quarto (poco più di 1 litro) d’acqua. I marinai potevano bere questo intruglio due volte al giorno. Presto il grog divenne la bevanda più amata dalla marina. Con il tempo la ricetta è diventata più raffinata e il mix alcolico è spesso servito caldo con l’aggiunta di succo di limone, zucchero, a volte scorza d’arancia e cannella.
  4. poncePonce: a proposito invece di interessanti interpretazioni del punch, a Livorno si prepara il ponce. Il caffè ristretto sostituisce il tè e l’acqua calda e viene mescolato a zucchero e scorza di limone. Altro ingrediente speciale di questa ricetta livornese è la presenza di rum fantasia, anche detto rumme, ovvero un preparato locale a base di alcol, caramello scuro e zucchero. Alcuni aggiungono un goccino di cognac, per dare un sapore ancora più intenso alla bevanda, oppure il sassolino, un liquore modenese dal gusto di anice. Viene servito in un bicchierino di vetro con il fondo spesso in modo che, tenendolo in mano, non ci si scotti le dita.
  5. eggnogEggnog: è un tipo di punch al latte molto diffuso per la Festa del Ringraziamento e il periodo natalizio nel Nord America e nel Regno Unito. L’eggnog è una bevanda corroborante a base di latte, panna, zucchero, albumi montati, tuorli, rum oppure bourbon o ancora brandy. Le spezie tipiche del periodo come la noce moscata e la cannella completano il tutto con profumi unici. Alcuni preferiscono proporre questo drink freddo ma non tutti sono d’accordo e c’è persino chi guarisce la bevanda con panna montata come se si trattasse di una cioccolata calda.
  6. gloggGlögg: da non confondere con il grog, è la ricetta svedese di un vino caldo speziato, simile al nostro vin brulè. La differenza è che, diversamente da altri paesi, in Svezia la bevanda è arricchita da uva passa e mandorle. Vengono versate nella classica tazza alta con il manico e solo dopo viene aggiunto il liquido bollente e profumato. Una sorta di “mangia e bevi”. Di solito, poi, oltre al vino rosso, le ricette consigliano un goccio di vodka o di rum. È il drink del periodo dell’avvento e delle feste di Natale, da godere in ottima compagnia insieme ai biscottini speziati (Pepparkakor) o ai panini allo zafferano (Lussekatter).
  7. vin brulèVin brulè: un grande classico dell’inverno in molte parti del mondo con nomi diversi (vin chaud, mulled wine, glühweinsvařené víno, vinho quente,…). Come accennavamo poco fa parlando del glögg, è un vino caldo speziato. Sembra che le sue origini risalgano all’Antica Grecia e che poi la tradizione sia stata portata avanti dai romani. La ricetta del vin brulè è semplicissima. Ciò che la rende unica sono gli aromi che vengono fatti sobbollire con il vino rosso: noce moscata, cannella, chiodi di garofano, scorza di arancia e limone. Qualcuno aggiunge pure delle fettine di mela. Se non amate il vino, sappiate che c’è anche la versione a base di birra, la Glühbier.
  8. bombardinoBombardino: probabilmente il migliore amico degli sciatori, una carica di energia e di dolcezza che ti permette di fare ogni tipo di pista anche con le condizioni meteo più difficili. Non a caso la sua storia è nata a Livigno, uno dei posti più freddi d’Italia, in Valtellina, a oltre 2000 m di quota. Come si prepara il bombardino? Di solito si mescola liquore all’uovo caldo (qualcuno preferisce lo zabaione) e rum (oppure brandy) e si completa con un ciuffo di panna montanta e cacao in polvere. Viene servito in un bicchierino di vetro, con o senza manico. Come dice il nome, una bomba! Esiste poi il Calimero, la variante leggermente meno alcolica con il caffè espresso al posto del rum.
  9. jagerteeJägertee: il Bombardino è ormai diffuso lungo tutto l’arco l’alpino, ma in alcune zone, come l’Alto Adige, nel menu dei rifugi si trova anche questa potente bevanda austriaca. Il tè del cacciatore (Jägertee) è un tè nero corretto con vino rosso, rum, liquore alla prugna (o schnapps), succo d’arancia e spezie. A differenza del bombardino in cui solo il liquore all’uovo viene a scaldato, nella preparazione dello Jägertee tutti gli ingredienti sono lasciati sobbollire per circa 5 minuti e una parte alcolica si perde quindi con l’evaporazione.
  10. parampampoliParampampoli: in Trentino è invece tradizionale questo liquore servito flambè. A crearlo è stato il titolare del rifugio Crucolo in Valsugana negli anni ’50. La ricetta originale è segreta ma si può tentare di riprodurla mescolando caffè della moka, grappa, cognac, vino rosso, miele, chiodi di garofano, bacche di ginepro, cannella e succo di mela. Si portano a ebollizione tutti gli ingredienti, si dà fuoco in superficie, si mescola e si serve ben calda. È un ottimo digestivo.
  11. grollaGrolla o caffè alla valdostana: anche la Val D’Aosta ha la sua calda bevanda alcolica per risollevare gli animi duranti i nevosi inverni. Si tratta di un altro caffè corretto con grappa, Genepì (un liquore valdostano realizzato con erbe di montagna), zucchero e scorza di limone o arancia, servito ben caldo. Particolarità di questa specialità è che, tradizionalmente, è servita nella grolla, un recipiente in legno con diversi beccucci. Come per il parampampoli, anche il caffè alla valdostana viene accesso con un fiammifero prima di essere servito.
  12. sake caldoSake: abbiamo parlato di ricette italiane, europee, americane, ma anche in Oriente esistono alcolici che si bevono caldi. Esistono infatti sake ottimi freddi e invece altri che nascono ed esprimono il meglio di sé proprio ad alte temperature. In particolare quelli secchi, dalle note pungenti si esaltano a temperature da 45° C in su. È il caso dello Jo-kan, che si consiglia di servire a 45 °C, o dello Atsu-kan, che è più interessate a 50° C, o ancora del Tobikiri-kan, da servire a 55° C o anche più. Il modo migliore per riscaldare l’alcolico giapponese senza rovinarlo è a bagnomaria. Volendo, esiste anche un recipiente apposta che si chiama kon-tokkuri. Ricordate che i sake spesso accompagnano i cibi e la regola vuole che ci sia un equilibrio, per cui un cibo freddo è proposto in abbinamento a un sake freddo, mentre un cibo caldo accompagna un sake caldo.

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