Tradotto per voi: Come ordinare il vino, consigli per principianti

21 novembre 2018

L’articolo originale “9 tips for ordering wine at a restaurant without feeling like an idiot” di Johanna Fantozzl compare su Insider: un breve elenco di consigli utili per ordinare il vino quando si è alle prime armi. L’abbiamo tradotto per voi.

Per quanti tra noi considerano cenare bene non un fatto abituale, ma un piacere ricercato, la parte della cena in un bel ristorante capace di stressare più dell’arrivo del conto è il fatidico momento di ordinare il vino. se siete neofiti, vi suggeriamo trucchi e segreti per ordinare il vino Le carte dei vini sono spesso molto lunghe e non offrono descrizioni significative nemmeno per le bottiglie dai costi più esagerati. Se siete dei neofiti, in questo articolo vi offriamo una serie di suggerimenti, trucchi e segreti, grazie all’aiuto di Monique Soltani (membro dalla Court of Master Sommeliers, conduttrice dello show Wine Oh Tv su Comcast TV), di Kathryn Coker (co-proprietaria di Esters Wine Stop & Bar a Santa Monica, in California e una delle sommelier dell’anno per Food & Wine nel 2017) e Kelsey Schmidt (direttrice del wine club presso la Bianchi Winery a Pasa Robles, in California).

  1. tappo del vinoCapite come comunicare con il vostro sommelier. “Ditegli cosa vi piace e cosa non vi piace“, ci ha detto la Coker. “Ditegli quanto avete intenzione di spendere. Comunicate quanto più possibile“. Suggerisce anche di arrivare a tavola avendo preparato una descrizione sommaria di quello che volete, che può variare da un bianco leggero e fruttato a un rosso corposo e scuro. Non c’è bisogno di andare troppo sul tecnico.
  2. Fatevi ispirare dall’ambiente. È semplice: in un ristorante italiano, ordinate vino italiano. In un ristorante francese, ordinate vino francese. Se il ristorante in cui vi trovate non è a tema regionale, scorrete la carta dei vini alla ricerca di località ed etichette familiari, consiglia la Coker.
  3. Se avete dubbi, ordinate un vino americano. “In America è semplice, perché sull’etichetta trovi sempre in nome del vitigno“, dice la Soltani. “Ad esempio, Cabernet californiano lo trovi scritto sulla bottiglia, cosa che non succede se ordini un vino francese… Ad esempio, se vedi scritto Burgundy su una lista dei vini, vuol dire che ti arriverà un Pinot Nero, anche se sulla carta non c’è scritto Pinot Nero. Bisogna sapere che in Burgundy si usa il Pinot Nero per il vino rosso e lo Chardonnay per il bianco. I vini europei, a volte, possono confonderci“.
  4. libri e vinoFate i compiti a casa (solo un po’). La vastità dei termini usati per descrivere il vino potrebbero riempire interi dizionari. Prima di affrontare una carta dei vini è bene imparare qualche termine specifico. Ecco i principali, consigliati dalla Soltani: Tannini – composti presenti in natura nei semi, nella buccia e nei gambi dell’uva, che donano al vino un sapore secco e astringente; Varietale – la tipologia d’uva impiegata per fare un determinato vino. Dal Cabernet Sauvignon allo Chardonnay, i varietali sono il modo più comune per identificare un vino; Terroir – il modo in cui l’ambiente nel quale cresce l’uva influenza il sapore del vino, dalla composizione del terreno al clima; Legnoso – uno dei termini più famosi e presi in giro, usato per descrivere un vino. Si usa se il vino in questione ha un retrogusto legnoso, dovuto in genere alle botti nelle quali è invecchiato; Bouquet – l’aroma di un vino; Dolce versus secco – i vini dolci incontrano con più frequenza il consenso dei palati di chi non è molto esperto, rispetto ai vini più secchi. Per secco, non si intende l’opposto di bagnato. I vini secchi hanno un retrogusto più tanninico e a volte fanno arricciare le labbra. Più un vino è dolce, più nel suo sapore emergeranno gli zuccheri residui, dice la Soltani; Leggero versus corposo – i vini più leggeri accompagnano le cene leggere e sono tipicamente estivi. In genere hanno un’acidità più elevata e meno tannini. I vini più corposi si abbinano con le cene a base di bistecche e le fredde notti invernali. hanno una ridotta acidità e sono più secchi; Retrogusto – l’insieme dei sapori e delle sensazioni che si avvertono dopo aver bevuto un vino.
  5. Cercate sempre il prezzo ideale. “Di norma i ristoranti pompano il prezzo dei vini del doppio, o anche del triplo, rispetto al prezzo al dettaglio, ma in generale, più un vino è costoso e minore è il ricarico applicato“, dice la Soltani. “Anche se non puoi spendere molto, non scegliere mai il vino che costa meno di tutti. Io sceglierei quello appena poco più costoso. Tieni anche a mente che una bottiglia contiene all’incirca quattro bicchieri di vino. Se invece di riempire il bicchiere ne versi dei piccoli assaggi, la bottiglia durerà di più“. I nostri esperti non sono d’accordo sull’idea del vino appena più costoso e dicono che è meglio ordinare un vino dal prezzo medio.
  6. calice di vinoOrdinate al calice. Può essere difficile scegliere se ordinare al calice invece di una bottiglia intera, ma bisogna tenere a mente che i calici sono in genere più economici e hanno meno limitazioni: “Può capitare che tu e la persona che ti siede di fronte abbiate gusti completamente diversi. In questi casi è preferibile ordinare un paio di calici piuttosto che una bottiglia intera“, dice la Schmidt. “L’altro vantaggio di ordinare al calice è il fatto che potete sorseggiare un bicchiere prima che arrivi il pasto, magari assieme all’antipasto, e poi ordinarne un altro, magari diverso, che si abbina alla perfezione con il piatto che avete ordinato“.
  7. Imparate a conoscere i migliori vini per neofiti. La Coker consiglia ai neofiti del vino di non legarsi troppo a un particolare vitigno, ma se non avete altra scelta, sono questi i vini migliori, sia bianchi che rossi, per un neofita: Pinot Grigio o Gris per quanto riguarda il bianco (“c’è un motivo, se tanta gente lo adora!“, dice) e Grenache per il rosso (“prova qualcosa di fruttato e poco tanninico“).
  8. boeuf bouguignonL’ABC dell’abbinamento dei gusti. In genere, i vini più decisi si abbinano bene con le carni e con i pasti più pesanti, mentre quelli più leggeri vanno d’accordo con il pesce e con i primi più leggeri a base di pasta. “Un buon vino rosso Rhône, tipo un GSM (una miscela di vitigni rossi francesi) o un Petite Sirah, o anche un Cabernet Sauvignon di Napa, sono perfetti per le bistecche e le costolette,” dice la Schmidt. “Un Pinot Nero o un Merlot si abbinano meglio a una pasta con salsa a base di pomodoro. Uno Chardonnay o un Sauvignon Blanc sono l’ideale per un bel piatto di pesce“.
  9. versare il vinoNon abbiate paura del vino della casa. “Il vino della casa è sempre il più economico, e non è detto che debba per forza essere cattivo; molti ristoranti servono eccellenti vini della casa, sia rossi che bianchi, a seconda della location in cui si trova il ristorante“, dice la Schmidt. “Chiedete al cameriere da dove viene il vino della casa, chi lo produce. Potreste  restare sorpresi“.

Traduzione a cura di Paola Porciello.

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