Il sale italiano è da salvaguardare

21 novembre 2018

Il sale deve avere qualcosa di sacro, infatti si trova sul mare e sulle lacrime, come ha scritto il poeta e filosofo Khalil Gibran. Si tratta anche di un prodotto strategico per l’Italia, come afferma l’economista e Agronomo Giampietro Comolli. il sale andrebbe elevato a prodotto di qualità e tipico, da salvaguardare e valorizzare Il nostro Paese presenta innumerevoli saline marine e miniere di terra di altissima qualità. Un patrimonio da non disperdere: Cervia, Tarquinia, Santa Margherita di Savoia, le saline di Prolio, Molentargius, Mozia, sono diventate riserve naturali dove vedere la migrazione degli uccelli, e dove si estrae sale di alto livello. Dopo il vino, le bollicine, l’olio, l’aceto, che sono una grande risorsa per l’Italia, con prodotti di alto profilo esportati in tutto il mondo, anche il sale è una commodity da salvaguardare, da elevare a prodotto di qualità e tipico, e soprattutto da tenere ben stretto come patrimonio nazionale che unisce in un colpo solo uomini, imprese, mare, terra e località.

salina di cervia

Le saline e le miniere sono un bene demaniale dello Stato, per questo è opportuno e corretto che il sistema governativo difenda il sale, come la pesca, come i prodotti Dop, Igp. Pochissimi sono i sali italiani che hanno un riconoscimento ufficiale di produzione di qualità: l’Igp Paceco Integrale Trapani e il Presidio Slow Food a Cervia. Tutte le saline marine e quelle di miniera sono sempre collegate a una riserva o a un parco ambientale, anche di grande dimensioni, a tutela anche della qualità ambientale, una specie di salvaguardia, oltre ad avere anche fonti o strutture termali. Ricordiamoci che il sale, come il grano, è un elemento fondamentale per la vita umana, non solo nell’uso quotidiano a tavola.

sale

Il sale del Sud Italia presenta caratteristiche naturali e biologiche uniche, dalla composizione alla limpidezza, dalla purezza agli aromi naturali, alla alta presenza di iodio e magnesio, che in proporzionata miscela sono altamente sanificanti. Il sale di miniera che proviene da Salsomaggiore, Volterra e altre realtà, è l’ingrediente che troviamo in alcuni prodotti dell’eccellenza nazionale, come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, la coppa piacentina, il salame Gentile, il culatello, il prosciutto di San Daniele, il prosciutto di Parma, tanto per citare i più noti.

saline di cervia

L’Italia ha bisogno di questi giacimenti fondamentali: devono essere controllati, tracciati, certificati, visto che sono tutte estrazioni in uso temporaneo a imprese private o enti locali, ma la proprietà è dello Stato Italiano tramite il Demanio. Il Centro Studi Ricerca Vino&Cibo (Ceves) sta effettuando una campagna di analisi e valutazioni sui prodotti alta qualità italiana, di difesa di una produzione che deve emergere, diventare la più importante al mondo soprattutto per la ristorazione italiana. Difendere l’origine del sale italiano è un diritto di tutti i cittadini, perché, come sosteneva Plinio Il Vecchio, niente è più utile del sole e del sale.

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