Seconda nuova apertura a Milano (e non è l’ultima): allora Starbucks funziona anche in Italia

23 novembre 2018

Se n’è parlato così a lungo che risulta difficile credere che sia successo davvero: Starbucks è a Milano. E non solo in una roastery di lusso in piazza Cordusio, una torrefazione monumentale con arredamento di design e una scelta ristretta di bevande; tre nuovi locali oltre alla roastery in cordusio ma in tre locali ordinari, come quelli che abbiamo tutti imparato a conoscere nelle grandi capitali europee, con divanetti, frappuccino e connessione wi-fi gratuita. Il primo Starbucks di catena ha aperto da pochi giorni in corso Garibaldi, all’angolo con piazza XXV aprile, senza cerimonie e quasi in sordina; gli altri due saranno inaugurati entro la fine dell’anno vicino piazza San Babila, in via Durini, e all’interno del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.

starbucks garibaldi

Le discussioni sul colosso del caffè nordamericano forse non si spegneranno mai, ma ora è il momento di scoprire come gli abitanti reagiranno davvero alla sua presenza in città. L’apertura su piazza XXV aprile è da questo punto di vista particolarmente simbolica: si tratta di uno dei primi angoli di Milano ad aver fuso la città antica con quella moderna. Dopo una ristrutturazione durata molto a lungo, la piazza ha riaperto pochi anni fa affiancando la cinquecentesca Porta Garibaldi, con i caselli daziari del diciannovesimo secolo e con i classici palazzi milanesi dal tetto a spiovente, alla grande vetrata di Eataly, mentre l’intera piazza è dominata dal lucente e vicinissimo pinnacolo del grattacielo Unicredit.

starbucks garibaldi

La miscela di tradizione e innovazione è la stessa proposta all’interno del locale firmato Starbucks, dove il contrasto è stato volutamente ammorbidito: un intramontabile bancone in marmo con decorazioni in legno, i classici elementi in ottone e i menu digitali incastonati in cornici di bronzo, da leggere dietro le spalle di baristi molto indaffarati ma sempre sorridenti.

starbucks garibaldi

Eppure i visitatori del nuovo Starbucks di corso Garibaldi non sembrano troppo interessati ai simboli: a pochi giorni dall’apertura, la maggior parte di loro si mette in coda semplicemente per assaggiare uno dei primi frappuccini, chai tea latte o caffè mocha preparati in Italia. Fra i curiosi, coppie, famiglie giovani e studenti, con il computer già aperto sui tavolini o sulle ginocchia. Non manca neanche qualche professionista, che ha scelto di togliersi subito il pensiero della prima riunione innaffiata dal caffè latte.

Cosa si beve e cosa si mangia

starbucks garibaldi

Gli ordini, come in ogni locale Starbucks, si fanno al banco: oltre ai classici della casa (frappuccino, anche nello speciale gusto tiramisù; caramel macchiato; caffè e chocolate mocha; shaken ice tea e chai o matcha tea latte…), oltre ai tradizionali espresso, cappuccino e marocchino, si possono scegliere l’espresso Reserve, tostato nella roastery di piazza Cordusio, oppure i caffè estratti con gli speciali metodi Nitro e Clover.

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Anche i dolci non sono solo i classici americani: nelle vetrinette fanno bella mostra di sé gli enormi cookies con pepite di cioccolato e i donuts dalla glassa colorata, ma buona parte dello spazio è riservata a prodotti già amati a Milano, come le varie brioche farcite, i cornetti integrali al miele, persino i tortini alla crema o di riso. Al di là della monumentale roastery di rappresentanza, Starbucks sta decisamente provando a infilarsi nella quotidianità italiana senza farsi notare troppo, ammorbidendo la propria offerta per venire incontro ai gusti locali: se riuscirà a diventare un’abitudine, prima che un oggetto di discussione, l’obiettivo potrà dirsi raggiunto.

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