Il nuovo modo di mangiare il sushi? In tazzina

27 novembre 2018
di Alessandra Iannello

Sono le contaminazioni che creano i prodotti migliori, soprattutto in cucina. Un esempio è quello che, secondo i trendsetter della cucina, sarà uno dei piatti must eat del 2019: il cup sushi. Nato dal connubio tra l’ eleganza minimal giapponese e l’esuberanza tropical brasiliana, il cup sushi è un nuovo modo di servire a tavola il sushi, utilizzando una piccola tazzina appena più grande di un pollice, chiamata gui-nomi e in origine utilizzata per bere il sake. Le sue dimensioni la rendono perfetta per accogliere quella esatta quantità di sushi adatto per essere gustato in un solo boccone.

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Le radici del cup sushi affondano nelle pieghe del tempo, infatti il Brasile è stato una delle culle del melting pot, essendo stato destinazione per milioni di emigranti da tutto il mondo. è stato il nobu di tokyo a lanciare il cup sushi nel 2018 Nel quartiere di Libertade a San Paolo risiede la comunità nipponica più grande al di fuori del Giappone. La storia parla di un primo battello, il Kasato Maru, sbarcato dal Giappone nel porto della capitale economica del Brasile nel 1907. Oggi i giapponesi presenti in Brasile sono oltre 1 milione e mezzo e hanno creato una contaminazione gastronomica che ha una sua precisa identità. Per suggellare questo primato, il Nobu di Tokyo ha lanciato, all’inizio del 2018, una proposta che racchiudesse il meglio delle due cucine, ed è nato così il cup sushi.

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Il sushi brasiliano – spiega Mario Chen, proprietario del ristorante Berimbau di Milano e ambasciatore del cup sushi in Italia – è uno dei piatti simbolo dell’incontro e della contaminazione tra due culture, quella giapponese e quella brasiliana, e si discosta da quello giapponese non soltanto per il gusto ma anche per l’estetica.  Stesso filosofia che si trova all’interno delle cup sushi, decorate con fiori e pezzi di frutta tropicale e verdure che non sono solo il solito cetriolo. Non viene usato il wasabi ma salse e altri ingredienti sorprendenti. Il tutto accompagnato da una caipirinha o da un sake caldo“. Per quanto concerne gli ingredienti sono pressoché infiniti perché attingono alla tradizione giapponese e al buon mangiare di quella brasiliana.

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Gli accostamenti, quindi, sono ancora maggiori perché questa nuova preparazione rende possibile utilizzare una maggior varietà di tipi di pesce e crostacei ma anche di carne, accostarli con pesce e poi rifinirli con diversi tipi di topping. non si mangia con le bacchette e bisogna fare attenzione con la salsa di soia Si va dalla ricciola al tonno, dal salmone ai gamberi fino a scampi e anguilla che si mixano con frutti esotici ma anche con funghi o tartufo. “Abbiamo in menu – continua Chen – più di 30 proposte oltre alla possibilità build your own cup, ovvero di creare la tua tazzina scegliendo il tipo di riso e il topping (pesce oppure carne, verdura o frutta esotica). In carta anche una proposta che definisco healthy realizzata con riso basmati che, per le sue caratteristiche chimiche e nutrizionali, è adatto al regime alimentare dei diabetici“. Per mangiare il cup sushi abbandonate l’idea di utilizzare le bacchette. L’etichetta infatti prevede un’apposita forchettina. Per quanto riguarda l’aggiunta di soia, deve essere fatta con moderazione e va versata solo sopra il topping di pesce.

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