Joe Bastianich firma gli hamburger di McDonald’s

27 novembre 2018

Roma, piazza di Spagna 46. Sede del primo ristorante McDonald’s italiano. Qui da 32 anni. Serata d’eccezione, quella del 26 novembre, perché a salire sul palco, oltre all’Amministratore Delegato per l’Italia, Mario Federico e al Responsabile Marketing del noto brand, è Joe Bastianich. Che sigla, per il secondo anno consecutivo, una linea di panini, in vendita da gennaio 2019. Quando Joe racconta della sua infanzia a New York da immigrato italiano (di seconda generazione) è impossibile non figurarsi come fosse la vista da quella finestra con affaccio sul profondo Queens.Joe Bastianich presenta i panini di my selection I vicoli, i negozi, i vicini americani, i fast food, in quegli anni ’70 gloriosi e difficili. La volontà di sentirsi un bambino integrato, il desiderio di essere semplicemente un ragazzo americano. Il cibo come elemento di appartenenza alla cultura italiana, come approdo per wannabe american. A tavola: a casa la fisarmonica e canti di pastori, poi però, un hamburger come premio quando era stato particolarmente bravo a scuola, un hamburger il mercoledì accompagnato dalla nonna.

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E poi crescere come un newyorker, una vita passata nei ristoranti, a gestirne di successo ad aprirne di nuovi. È proprio in virtù di questi ricordi, è proprio alla luce di queste esperienze che Joe ha sposato il progetto di un hamburger che mescolasse italianità e stile americano, da qui nasce il progetto My Selection di McDonald’s. Nella seconda edizione, per il 2019, la nota catena di fast food amplia il menu con 3 panini siglati proprio da Bastianich.

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Parafrasando. “Il metodo di cottura e la consistenza che contraddistinguono i panini del brand sono abbinati a ingredienti italiani”: è Joe a ribadirlo durante la serata di presentazione.  Come per lo scorso anno e per altre campagne passate (si ricordi il menu firmato dal compianto Marchesi), l’interesse è volto a inserire all’interno del menu prodotti che parlino di territori. Ingredienti che derivano da Consorzi di tutela e produttori locali. Fontina Dop valdostana, Speck Alto Adige IGP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Cipolla Rossa di Tropea IGP e Scamorza Affumicata da latte italiano. Ordinati nell’ordine delle tonnellate per sopperire alla richiesta: 80 t per per fontina e 88 per lo speck (presente anche nelle pepite accanto all’Asiago Dop – 45 tonnellate), 108 per la scamorza, quasi 27 per la cipolla e quasi 8 tonnellate per l’aceto. Come ci tiene a sottolineare Bastianich: “Si arricchiscono gli hamburger, senza sbilanciare la proporzione tra pane e companatico“. Panini e pepite disponibili nei 570 ristoranti a marchio. Di certo una scossa per le filiere produttive, che devono prima di tutto approvvigionare, oltre a gestire gli introiti in termini economici e il ritorno di immagine.

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I due nuovi panini affiancheranno il Bbq, top seller del 2018, talmente venduto da essere riconfermato per questo nuovo anno: hamburger con salsa barbeque (da qui il nome), cipolla di Tropea, aceto balsamico, formaggio gouda stagionato e insalata di cavolo, la nota coleslow. Lo Smoky farcisce l’hamburger con scamorza affumicata, bacon e senape delicata; nel Chicken alla cotoletta di pollo si abbina lo speck e la salsa ai funghi porcini. Come già successo per Marchesi, McDonald’s si lega a nomi della grande cucina per rileggere il proprio menu. Voi cosa ne pensate?

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