Baladin inventa il Beermouth, il liquore che non c’era

28 novembre 2018
di Alessandra Gesuelli

Mi piace, è un prodotto versatile, ispirato al vermouth, che può caratterizzare con un tocco diverso i miei cocktail. Per il mio nuovo bar penso di usarlo”. A dirlo è Erik Lorincz, per anni head bartender dell’American Bar del Savoy di Londra, tra i migliori indirizzi al mondo del bere bene. Un endorsement importante (e non è l’unico nel mondo dei bar) per un prodotto che non c’era e che potenzialmente è uno scossone alla creatività dei bartender di mezzo mondo. Per la prima volta il mondo della birra ha incontrato quello degli spirits. il mondo della birra incontra per la prima volta quello degli spirits E così è nato il nuovo Beermouth di Baladin, presentato nelle scorse settimane e già in commercio. L’idea innovativa e fuori dagli schemi è dell’instancabile Teo Musso, che nel pieno della terra del vino, le Langhe, ha fatto e continua a fare la storia della birra artigianale in Italia, insieme a due visionari della mixology Dennis Zoppi e Giacomo Donadio. E c’è da credere che farà parlare di sé. Perché il Piemonte è anche terra di grandi vermouth: “Abbiamo pensato a un prodotto innovativo legato alla birra ma che unisse i due mondi, abbiamo creato qualcosa che non esiste, nel pieno rispetto della tradizione del vermouth, ma questo è un’altra cosa” ha detto Musso, che con questo prodotto punta molto anche sul mercato internazionale. Tra i Paesi a cui guarda con interesse c’è il Regno Unito e in particolare Londra, dove ha in corso un progetto con 5 nuovi punti ristorazione nel quartiere di Camden.

Quando contaminazione è una bella parola

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Per una volta la parola contaminazione ha un significato positivo. Quella di Beermouth è una contaminazione che ha creato un prodotto inedito ispirato alla tradizione piemontese dei vermouth, ma che ne stravolge le regole. Nel laboratorio della cantina di Piozzo del birrificio Baladin nasce utilizzando estrazioni idroalcoliche innovative, con ultrasuoni e distillazione sottovuoto a bassa temperatura, per preservare gli aromi di ben 13 erbe e spezie che vanno a fortificare un fermentato di base che non è il vino ma la birra. E per la precisione la Xyauyù di Baladin, caratterizzata da un profilo aromatico complesso e da un corpo importante e priva di schiuma e gasatura.

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E se qualche purista ha già storto il naso, lo diciamo subito, il prodotto è molto buono, ha una bella profondità, un gusto speziato ed elegante. La componente aromatica è distinta e piacevole, sia a temperatura ambiente, sia freddo. Ottimo con un cubo di ghiaccio unico, che ne apre i sentori, senza annacquarli, se nella convivialità del tavolo il ghiaccio si scioglie tra una chiacchiera e un’altra. Il grado alcolico è del 19% e il prezzo in linea con i migliori vermouth sul mercato: 33 euro a bottiglia al pubblico. Il primo anno l’obiettivo è di arrivare a una produzione di 30-40.000 bottiglie. Dopo una prima fase di lancio, il nome già registrato sarà messo a disposizione di chi vorrà adottarlo, previa verifica del rispetto di alcune regole condivise da parte di chi ne farà richiesta.

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L’obiettivo è quello di creare una categoria merceologica nuova. l'obiettivo è di creare una nuova categoria merceologica degli spirits A sorprendere anche la versatilità degli abbinamenti con il cibo, anche in versione calda, come nel brodo di Beermouth pensato da Dennis Zoppi per l’abbinamento con un raviolo pizzicato a mano e ripieno liquido di toma di capra: 30 ml Beermouth, 1/4 spoon di estratto di lievito, ottenuto dal processo di produzione della birra, e 1/4 spoon di consommé di verdure. O nel Beermouth al tartufo ottenuto dall’infusione in 100 ml di prodotto del tartufo bianco d’Alba. Adesso la sfida è farlo entrare nei bar e dietro i banconi dei bartender e c’è da credere che questo avverrà, visto l’endorsement di Erik Lorincz, insieme ad altri nomi importanti, come David Rios Aguilar, star della mixology di Bilbao, Marian Beke del The Gibson di Londra e Franco Tucci Ponti dell’Atomic Bar di Milano.

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