Tradotto per voi: il bicchiere della staffa, una guida

28 novembre 2018

L’articolo originale “What to drink before bed? There’s lots to consider” di Robert Simonson compare su The New York Times. Una guida per decidere cosa bere per concludere la serata: l’abbiamo tradotta per voi.

Quando la enogiornalista Kara Newman ha iniziato a lavorare al suo nuovo libro, Nightcap, si è dovuta subito occupare di un argomento scottante: cos’è, esattamente, il bicchiere della staffa? A prima vista, la risposta sembra semplice: il bicchiere della staffa è l'ultimo drink della serata, ciò che si beve prima di congedarsi il bicchiere della staffa, in inglese nightcap, è l’ultimo drink della serata, quello per chiudere in bellezza, che dà conforto come i nightcap, gli zucchetti di lana indossati da chi si accingeva a coricarsi nel diciannovesimo secolo. Ma questa definizione chiarisce solo i riferimenti temporali. Di che tipo di drink stiamo parlando? Per il bicchiere della staffa va bene qualsiasi cosa? Qual è la più ampia funzione sociale di questo drink? Più domande la Newman si trovava a rivolgere ai barman e meno si schiariva le idee. “Nessuno mi ha mai detto: ‘questo non è un bicchiere della staffa’” ha aggiunto. “L’interpretazione è aperta a qualsiasi tipo di drink“. È riuscita a stabilire una sola regola: “Tutti quelli con cui parlavo mi dicevano che il bicchiere della staffa non prevede il plurale“. Vale a dire che ne bevi uno e poi ti fermi.

whiskey

La Newman crede che i bevitori odierni non tengano molto in considerazione il bicchiere della staffa ed è in parte per questo motivo che ha pensato che potesse essere un buon argomento da investigare. “Sembra che nessuno voglia occuparsene“, ha detto. Sa bene che nell’immaginario popolare il bicchiere della staffa è sempre visto come un drink di un certo peso, solitamente un superalcolico scuro quale il brandy, il whisky, il rum o un amaro. “Sono drink che si usano per riscaldarsi e che hanno sapori paragonabili a quelli dei dessert. Vaniglia, caramello e spezie,” ha detto la Newman, editor della sezione alcolici di Wine Enthusiast. “Danno conforto, danno piacere e sono calmanti. Penso anche che non sia facile berli tutti d’un sorso“. Eppure, non ha nulla in contrario a un buon bicchiere di mezcal affumicato, se è questo che le si offre. Anche il Negroni, un cocktail da aperitivo che si beve in genere prima di un pasto o comunque all’inizio della serata, può andare bene, anche se, al suo posto, consiglia di ordinare un Boulevardier, un Negroni fatto col bourbon invece che col gin.

grasshopper

Quale sia lo scopo ultimo del bicchiere della staffa rimane comunque difficile da capire. Non serve solo a chiudere la serata: rappresenta il modo in cui decidiamo di chiuderla, una serata. Nel libro, disponibile dal 16 ottobre, ha suddiviso le varie ricette in 4 categorie: “Per mandarti a dormire“, che comprende drink più leggeri con vini forti e vermouth; “Per continuare a chiacchierare“, dove figurano cocktail dalla più alta gradazione alcolica; “Per aiutare la digestione“, con drink a base di tonificanti amari; e “Per addolcire la pillola“, con drink da dessert quali il Grasshopper e il brandy Alexander.

shots

Ma spesso basta solo l’intento per far sì che un drink si trovi a rivestire il ruolo del bicchiere della staffa. Anche se la Newman non credeva che gli shot potessero fungere da bicchiere della staffa, questi fanno comunque la loro comparsa nel suo libro con gli shot di Paper Plane. La ricetta parte dal noto cocktail moderno (a base di bourbon, Aperol, Amaro Nonino e succo di limone), che è prima preparato e poi suddiviso in 4 bicchierini da shot. La prima volta lo ha visto preparare da un barman come ultimo bicchiere da offrire a un cliente prima di congedarsi. “Andava contro tutte le regole,” ha detto. “Era un sour, aveva dentro un aperitivo e al tempo stesso era uno shot“.

brandy

Ma il bicchiere della staffa, ha spiegato, non rappresenta tanto una categoria quanto un’occasione. “C’erano quattro persone che hanno brindato, hanno condiviso questo momento e poi sono andate ciascuna per la loro strada. Come un delicato apostrofo“. Qual è il bicchiere della staffa preferito dalla Newman? Ma è semplice: due dita di Armagnac. E quando le abbiamo fatto presente che c’è un mondo di differenza tra un bicchiere di Armagnac e uno shot di Paper Plane, ha fatto spallucce e ha detto: “Le serate non sono tutte uguali“.

Traduzione a cura di Paola Porciello.

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