5 motivi per NON eliminare i carboidrati dalla dieta

8 dicembre 2018

Quando si sale sulla bilancia e ci si accorge di aver accumulato un po’ di chili, il pensiero va subito ai carboidrati. Infatti la prima cosa a cui si pensa quando vogliamo dimagrire e iniziare una dieta è eliminare tutti i carboidrati: i carboidrati vanno assunti anche quando si vuole perdere peso niente più pasta, pane, riso, biscotti o qualunque altro alimento che li possa contenere, pensando che questi siano i principali responsabili dell’aumento di peso. In realtà questi nutrienti, se consumati delle giuste quantità, sono indispensabili per mantenere un buono stato di salute e di forma fisica. I carboidrati servono al nostro organismo e sono importanti anche quando si vuole dimagrire, svolgono importanti funzioni biologiche, in primis si accumulano  sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli e costituiscono una riserva energetica di rapida utilizzazione nelle ore notturne o fra un pasto e l’altro.

carboidrati

Logicamente ciò a cui bisogna fare attenzione è la quantità: un’alimentazione equilibrata deve essere composta dal 55-60% delle calorie giornaliere di carboidrati, di cui non più del 10% da carboidrati semplici. Le percentuali riportate dovrebbero essere rispettate qualunque sia l’apporto calorico totale suggerito sulla base delle necessità individuali, anche durante un regime dietetico ipocalorico. Infatti più della metà delle calorie introdotte deve sempre provenire da carboidrati prevalentemente complessi, che quindi non dovrebbero mai mancare, neanche quando le calorie sono ristrette. Ogni pasto, colazione, pranzo e cena, infatti, deve includere almeno una porzione, anche ridotta, di un carboidrato complesso. Analizziamo nello specifico perché i carboidrati non vanno eliminati dalla propria alimentazione.

  1. massa grassaPerché si riducono massa magra e minerali. Se i carboidrati non sono assunti con la dieta l’organismo deve fabbricarsi da sé il glucosio, indispensabile per le sue funzioni, utilizzando come substrati proteine e grassi. La formazione di zuccheri dagli aminoacidi delle proteine porta, se protratta, a una riduzione della massa magra (prevalentemente muscolo) che è una componente fondamentale dell’organismo, oltre a una perdita di minerali; mentre la liberazione di una quantità eccessiva e forzata di acidi grassi provoca, nel lungo periodo, una condizione patologica che si chiama acidosi, che consiste in uno squilibrio pericoloso per la salute. In sostanza, una carenza di carboidrati alimentari porta l’organismo a doverseli procurare utilizzando altre sostanze che vengono reperite dai depositi, e non sempre dai depositi di grasso, portando squilibri dannosi per l’organismo.
  2. Perché non si perde realmente peso ma acqua. Eliminando i carboidrati si ha spesso una rapida perdita di peso ma in realtà quello che si perde è acqua. Infatti carboidrati sono sostanze che obbligano l’organismo a trattenere acqua, meno carboidrati significa dunque meno acqua e minor peso. Ecco la ragione del dimagrimento, che però non reale ed è solo a breve termine.
  3. famePerché si ha più fame. In assenza di carboidrati può aumentare il senso di fame che ci porta a consumare grassi in maggior quantità. Ecco così che i carboidrati sono di norma sostituiti con alimenti grassi, tra cui frutta secca, avocado, snack o formaggio. I grassi però sono più calorici dei carboidrati e il rischio è quindi un surplus energetico e un aumento di peso.
  4. Perché l’intestino si impigrisce. In mancanza di carboidrati si potrebbero avvertire problemi di stitichezza e di irregolarità intestinale in generale. L’intestino rallenta la sua motilità a causa di un minore apporto di fibre, soprattutto se si è soliti consumare carboidrati integrali e poco raffinati.
  5. stanchezzaPerché ci si sente stanchi e fiacchi. Essendo, come detto, i carboidrati energia che serve all’organismo e in particolare al cervello, quando il carburante energetico viene a mancare ci si sente stanchi e fiacchi. Infatti il cervello risente dell’assenza di zuccheri e necessita di tempo per adattarsi a questo calo, così la prima conseguenza è una maggior stanchezza, una minore reattività agli stimoli e una ridotta attività.

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