Se vuoi lavorare nel food, Farinetti ha 5 consigli per te

10 dicembre 2018

Sai perché la torre di Pisa è così famosa nel mondo? Perché pende. Se fosse dritta sarebbe una delle tante belle torri d’Italia. Pende ma non cade, perché sa gestire la sua imperfezione“. allo ied, farinetti ha dato consigli a chi vuole lavorare nell'ambito del cibo A parlare è Oscar Farinetti, che ricorda le parole proferite dal poeta Tonino Guerra, durante un incontro tra i due a piazza dei Miracoli. Ciò che risulta davvero singolare è che questa apologia dell’imperfezione l’abbia tenuta nella sede romana dell’Istituto Europeo di Design, ospite della direttrice Nerina Di Nunzio, durante la presentazione del Master in Food Design Project Experience in partenza il 14 marzo 2019.

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D’altronde Farinetti ha scritto di recente un libro, di ragionamenti in forma poetica corredati dai dipinti di Marco Nerero Rotelli, dal titolo esplicativo. “L’ho chiamato Quasi, perché ricordandoci di essere imperfetti possiamo essere quasi felici” e da qui arriva l’esortazione nei confronti degli studenti: “Il quasi non è accontentarsi, per quanto potrete essere dei geni del design non riuscirete mai a fare un progetto perfetto, però potete tendere al quasi perfetto”. Non è l’unico consiglio che Farinetti dispensa alla platea. Ripercorrendo l’intera storia dell’umanità, cristallizza i sentimenti dominanti di ogni epoca e sceglie quelli migliori che ancora oggi possono ispirare tutti noi, in particolare chi vuol agire e lavorare nell’ambito del cibo e dell’alimentazione.

  1. fiduciaFiducia. Saper gestire la meraviglia dell’imperfezione è una questione di fiducia: un sentimento che da sempre ha inciso positivamente nello sviluppo, non soltanto economico, dell’umanità. Bisogna riporla in sé stessi, nonostante i propri limiti, ma soprattutto concederla agli altri per attivare relazioni positive.
  2. be-braveCoraggio. Pensare locale, agire globale è per Farinetti un modo per acquisire coraggio. Fondamentale è studiare la storia del nostro Paese, la sua cultura, le tradizioni, l’arte e non ultima la straordinaria biodiversità. La consapevolezza di tale potenziale genererà coraggio e voglia di diffondere la meraviglia di una terra che, dati alla mano, dovrebbe essere il miglior posto dove nascere e vivere.
  3. vigna biodiversitàRispetto. La prima forma di rispetto è quella nei confronti della terra. I cambiamenti climatici sono una realtà che, soprattutto chi lavora nell’agricoltura, può toccare con mano quotidianamente: non si può ignorare il fenomeno. Allo stesso tempo è importante il rispetto nei rapporti umani. In ogni caso non saranno regole e divieti a generare un diverso approccio, quanto piuttosto un graduale ma deciso cambiamento culturale che punti a far percepire il comportarsi bene come attraente. In una frase: bisogna passare dal dovere alla bellezza.
  4. il-potere-dell-ottimismoOttimismo. Per essere ottimisti, dunque propositivi, occorre inevitabilmente restare giovani, il che non riguarda ovviamente l’età anagrafica o l’aspetto fisico. Farinetti ha trovato un modo, l’unico a suo dire: eliminare la parola io dal proprio vocabolario. I vecchi si riconoscono per un’eccessiva autoreferenzialità che quasi sempre si traduce in inutile nostalgia del passato, paura nei confronti del nuovo e conseguente immobilismo.
  5. futuroSenso del futuro. Avere senso del futuro è fondamentale ma paradossalmente per andare avanti bisogna guardare soprattutto indietro. Le più grandi invenzioni dell’umanità sono frutto dell’osservazione attenta di qualcosa che già esiste, dalla ruota all’intelligenza artificiale: copiare è l’unico modo per inventare qualcosa di nuovo.

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