Roma: i ragazzi di Retrobottega aprono RetroPasta

20 dicembre 2018

Non più solo ristorante, ma finalmente anche un laboratorio di pasta aperto al pubblico. A pochi passi dal locale principale, in via della Stelletta 4 a Roma, Retrobottega ha aperto RetroPasta, un laboratorio aperto sempre dove acquistare pasta fresca fatta a mano dove sette giorni su sette si produce pasta fresca, rigorosamente a mano, nello stile e con le materie prime che appartengono da sempre alla cucina del ristorante. Grazie a uno spazio monocromatico, in cui area di produzione e commerciale sono divise soltanto da un vetro, in ogni momento della giornata è possibile assistere alla lavorazione della pasta, che non è la solita pasta. Si può scegliere cosa acquistare da un menu, proprio come se si fosse al ristorante.

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Nella sezione ripieni, insieme ai classici tortellini di cappone della tradizione natalizia, ci sono tortellini ripieni di Parmigiano Reggiano 30 mesi, agnolotti del plin farciti con coda di bue brasata, ravioli con baccalà mantecato, tortelli di zucca con caciocavallo abruzzese. Per la parte delle paste non ripiene, invece, la selezione prevede ingredienti particolari: grano arso nelle orecchiette, che diventano nere, e un pizzico di parmigiano negli gnocchi di patate rosse biologiche dei colli bolognesi.

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Nel nuovo locale i due cuochi Giuseppe Lo Iudice e Alessandro Miocchi mettono la stessa passione e professionalità che qualche anno fa hanno messo in Retrobottega, che oggi vanta una nomination ai primi World Restaurant Awards, previsti per febbraio 2019 a Parigi. “Ogni giorno – spiega il primo – diversi clienti ci chiedono se possono comprare la pasta fresca che anima la sezione primi del menu del nostro ristorante. Da queste continue richieste è nata l’idea di creare una linea di pasta fresca che non esiste, che ci rispecchi e che sia davvero unica. Ripieni cucinati e non semplicemente assemblati, diversi, nostri: non il solito raviolo ricotta e spinaci, non i soliti tortellini prosciutto e parmigiano, insomma”. “Crediamo molto nell’artigianalità del cucinare – chiarisce il secondo – ci sentiamo più artigiani del cibo che chef e crediamo più nelle mani delle persone che nelle macchine”.

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Sugli scaffali del negozio, i clienti troveranno anche una serie di prodotti complementari selezionati, dalle farine biologiche molite a pietra alle paste secche a lenta essiccazione, dagli oli extravergine di oliva alle passate di pomodoro, quindi pomodori pelati, sughi, pesti, sali, capperi e tartufi, tutti provenienti dai produttori che con i due chef hanno già collaborazioni aperte. Mancano, forse, delle buone bottiglie ed etichette da abbinare a delle paste così elaborate. Ma tranquilli, bisognerà aspettare soltanto il prossimo anno, perché in cantiere c’è già una nuova costruzione: quella di RetroVino.

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