Best Agrodolce 2018: i ristoranti dell’anno

21 dicembre 2018

L’osteria è l’archetipo della ristorazione italiana, la base sulla quale si è costruito il resto. Un luogo che conserva la tradizione e il profilo di un territorio e la trasmette nei piatti, che adotta un linguaggio proprio dove condivisione e convivialità hanno un ruolo fondamentale. l'osteria è il modello che deve avvicinare le nuove generazioni alla cucina Sicuramente non può essere considerata una forma di ristorazione minore, anzi è il modello che deve avvicinare le nuove generazioni alla cucina, anche attraverso quella formula dell’osteria contemporanea, termine spesso abusato, ma utile a indicare alcuni dei più interessanti progetti ristorativi in giro per lo stivale. E ci sembra giusto in un momento di ritrovato successo dare la palma di ristoranti dell’anno a due osterie, una tradizionale, l’altra contemporanea, scusandoci per aver tagliato le definizioni con l’accetta.

Antica Osteria del Mirasole

mirasole-franco-cimini

La prima è l’Antica Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto, un luogo di culto, anche se poi in realtà i 30 anni dall’apertura li compirà nel 2019. Franco Cimini è il deus ex machina, tra il camino sempre acceso dove le braci ardono e la cucina fresca di rinnovo. Assieme a lui la compagna Anna Caretti,  che porta professionalità e garbo nella gestione di sala e cantina, ma è anche fornitrice, in un felice percorso di filiera diretta, grazie all’azienda agricola familiare (Fratelli Caretti) a ciclo chiuso, di bovini e suini, parmigiano e latticini. E in sala è arrivato il figlio Riccardo a dare un piglio allegro e scanzonato, che aumenta il senso di convivialità: qui è facile scambiare opinioni, un calice o essere coinvolti in un festeggiamento dagli altri commensali.

Mirasole

I piatti sono scolpiti nella pietra come la Cipolla ripiena di fegatini su fonduta di parmigiano, i tortellini alla panna d’affioramento, la tagliatella al ragù di cortile (con o senza uovo embrionale), la lasagna, la trippa grigia alla bolognese e ancora dalla brace, fra le ultime cose assaggiate un collo di manzo di consistenza unica. Un tempio della cucina tradizionale emiliana (e italiana).

Mazzo

mazzo roma

L’altra osteria, quella contemporanea, è il ristorante dell’anno che dal 7 gennaio 2019 chiuderà: Francesca Barreca e Marco Baccanelli si prenderanno un anno sabbatico in giro per il mondo, prima di riaprire Mazzo nel 2020, sempre a Roma in una nuova sede. Il tavolone unico nei 50 metri quadri del locale, la parte maggiore dedicata alla cucina, è stata una svolta epocale nella ristorazione romana (e italiana). Mangiare fianco a fianco a uno sconosciuto sembrava una scommessa persa: è stata un successo che ha superato i confini italiani. Vedere gourmet da tutto il mondo essere scaricati dai taxi nella popolare e popolosa – ma certo non famosa all’esterno –Centocelle, ha modificato anche la geografia della ristorazione capitolina.

fooders

D’altra parte già nella loro vita precedente, Francesca e Marco, sotto il marchio Fooders avevano fatto avanguardia come pop up restaurant ante litteram. E siamo sicuri che le Ruote pazze al sugo di pecora, la lingua con salsa verde, la pancia di maiale, durante quest’anno in qualche modo e da qualche parte li rimangeremo. Quando torneranno dal loro tour mondiale, Mazzo riaprirà in nuova sede e, chissà, in nuova forma. Forse non si chiamerà nemmeno Mazzo. Siamo sicuri che sarà un nuovo successo. Successo che li accomuna al Mirasole, per noi i ristoranti dell’anno.

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