Un film biodegradabile per salvaguardare il pesce

12 gennaio 2019

Nell’ultimo anno sono stati moltissimi i casi di infezioni batteriche che hanno interessato una buona fetta di prodotti ittici, fossero essi cozze, salmone o tonno. Oggi, stando ai risultati di un nuovo studio, una nuova possibilità si affaccia all’orizzonte: sarebbe infatti possibile controllare la crescita di agenti patogeni di originale alimentare grazie a un film biodegradabile e commestibile, prodotto con amido vegetale e in grado di uccidere i microbi.

tonno e salmone

Considerati i recenti focolai che abbiamo visto con una serie di prodotti alimentari – ha spiegato Catherine Cutter, professoressa di Scienze alimentari della Penn State – inventare qualcosa che possa essere usato dall’industria per uccidere i microrganismi sulle superfici del cibo è una nobile area di ricerca da indagare“. Prendendo ad esempio i frutti di mare, le contaminazioni più conosciute sono quelle da vibrioni o da salmonella: i primi si trovano naturalmente nell’ambiente marino, mentre la seconda può contaminare i prodotti durante la produzione o lavorazione. Entrambi, invece, sono in grado di sopravvivere al congelamento. Di per sé, infatti, il congelamento non uccide i batteri. Tuttavia, proprio in questa fase, si possono formare cristalli di ghiaccio nel cibo, in grado di per perforare la parete cellulare batterica. “Se tratti le cellule batteriche con antimicrobici e poi li congeli – ha spiegato quindi la studiosa – l’approccio può essere letale“.

frozen fish

I ricercatori hanno quindiI ricercatori hanno elaborato un sistema per garantire la morte di tutti i batteri; questo prevede l'utilizzo di film biodegradabili e commestibili sperimentato l’utilizzo di una miscela di amido termoplastico, un polimero biodegradabile a base di polvere di tapioca e un rivestimento di gelatina contenente antimicrobici, conosciuti come Nisin Z e lauroil arginato (LAE). Hanno quindi creato un cocktail di coltura dei batteri e hanno inoculato il prodotto in alcune fettine di gamberi e dentici. Dopo aver immerso i campioni nel film commestibile composto da antimicrobici, alcune delle fette sono state confezionate sottovuoto e refrigerate per un massimo di un mese, mentre altri campioni sono stati congelati per 90 giorni. “Se immergi i gamberetti nell’antimicrobico, questo non si attacca molto bene – ha spiegato ancora la professoressa Cutter – ma se si mette l’antimicrobico in un film commestibile, e poi si immergono ed estraggono i gamberetti dal film, si formerà attorno ai gamberetti una pellicola che rilascerà gli antimicrobici nel tempo“. Sarebbe soltanto questa liberazione controllata a garantire la perfetta morte di tutti i batteri. Flessibili, trasparenti, oltre che appunto biodegradabili e commestibili, questi film somigliano molto alla plastica senza però averne la capacità di inquinamento. Oltre a preservare gli alimenti dagli attacchi batterici, concludono gli studiosi, potrebbero rivelarsi presto una nuova forma di packaging a inquinamento zero.

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