Esistono diverse varietà di cavolo cappuccio anche in Italia, dove viene coltivato e usato in tutte le regioni e considerato uno degli ortaggi più salutari.  Il cavolo cappuccio è usato crudo in insalata o cotto al vapore, bollito, stufato, brasato e saltato in padella; in Germania trova anche impiego nella produzione dei crauti (foglie di cavolo cappuccio fermentati per un lungo periodo) e a Vicenza è cotto in padella con cipolla e mela. Il cavolo cappuccio viene normalmente impiegato nelle insalate, zuppe, minestroni e minestre. Al momento dell'acquisto si deve presentare pesante, ben compatto e privo di macchie o ammaccature, con foglie lucide e rigide. Può esser conservato anche per due settimane nell'apposito cassettino delle verdure del frigorifero, oppure congelato.

Il cavolo cappuccio si caratterizza per un colore verde chiaro e un sapore deciso, ma come le altre varietà di cavolo ha un odore poco gradevole e molto intenso, che potrebbe coprire gli altri alimenti, anche quando è crudo. Per eliminarlo basta porre una tazzina da caffè con dell'aceto direttamente sopra al coperchio, in fase di cottura, oppure inserire nell'acqua di cottura una fetta di pane (preferibilmente con molta mollica) imbevuta d'aceto.

Il cavolo cappuccio si presta a esser consumato da solo, tagliato a fettine sottili in insalata, ma anche in abbinamento a carni (in particolare la salsiccia) e a riso - preparato sotto forma di involtino farcito. Nella cucina siciliana, è tradizione prepararlo in umido con aglio, vino e pomodoro, ma anche insieme al cous cous con carne di maiale, piatto tipico della cucina trapanese.

Il cavolo cappuccio è ricco di vitamina C ed è in grado di migliorare eventuali disturbi all'apparato respiratorio, può essere utile in caso di anemia - poiché aiuta la produzione di globuli rossi - e naturalmente è indicatissimo per le diete dimagranti.