Si dice che il cavolo cinese fosse noto anche ai Greci e ai Romani e nel tempo divenne - insieme alla cipolla - uno degli ingredienti base della dieta dei marinai, che lo utilizzavano come fonte di vitamine. Il cavolo cinese conta oltre una trentina di varietà, i quali hanno numerosi impieghi in cucina, ma poche di queste sono presenti in Europa.

Il cavolo cinese si consuma sia crudo, tagliato a fettine sottili per un'insalata light, che cotto; è infatti utilizzato anche in minestre e stracotti; è possibile cucinarlo in padella, soffritto e anche marinato o in salamoia. È forse la varietà di cavolo meno usata in Italia, ma vede un largo impiego nella cucina cinese per la preparazione di antipasti, condimenti per la pasta, come contorno, nelle zuppe e nelle frittate. Al momento dell'acquisto deve avere un corpo compatto e privo di macchie e ammaccature, e foglie opache e umide. Può esser conservato in frigorifero per circa due settimane, ma se consumato crudo è preferibile mangiarlo subito.

Questo tipo di cavolo differisce dalle altre varietà per le sue foglie spesse, per la forma allungata, per un sapore molto dolce, che ricorda un po' quello della rapa, e soprattutto per un odore non fastidioso.

Oltre che ad abbinarsi bene alle altre verdure, il cavolo cinese è noto per essere un ottimo accompagnamento ai piatti di carne e di pesce (come i gamberetti). Un utilizzo cinese tradizionale lo vede in salamoia con aglio, chili, cipolle e altre spezie; è particolarmente utilizzato in altre ricette orientali, come i ravioli al vapore, la minestra di cavolo cinese, nel riso alla cantonese, nel pollo alle mandorle e soprattutto negli involtini primavera, un antipasto ormai diffuso anche in Italia.

Anche il cavolo cinese, così come gli altri tipi di cavolo, ha un contenuto calorico molto basso - che lo rende ideale per una dieta dimagrante - ed è ricco di vitamina A e C, potassio ed acqua, pertanto in grado combattere la disidratazione e di migliorare la memoria.