In Italia è diffusissimo in Sardegna, dove cresce spontaneamente insieme ad altre essenze ed è la base per il più famoso liquore, simbolo dell’Isola.  Oltre ad essere utilizzato per la produzione dell’omonimo liquore, il mirto viene impiegato in cucina in foglie e bacche essiccate mai fresco, se non per decorare i piatti. Le bacche vengono impiegate, oltre che per la preparazione del liquore di mirto, anche per vini, marmellate e dolciumi. Con la bacca di mirto si prepara poi in Sardegna un particolare infuso ma anche un tipico piatto primaverile, l'agnello sul letto di rami di mirto fresco, mentre la cucina europea in generale usa bacche e foglie per insaporire i piatti di carne (come il porchetto arrosto al mirto), di pesce e per aromatizzare i salumi. In particolare il mirto è noto nel Lazio per la preparazione di una particolare salsiccia denominata mortatum romano.

Per mantenere al meglio le proprietà aromatiche e officinali che possiede, fiori, foglie e bacche del mirto possono esser conservati a lungo in contenitori con chiusura ermetica, dopo esser stati essiccati al sole.  Il mirto è un'erba rustica con foglie di colore verde scuro, molto profumate e aromatiche, mentre le bacche hanno un colore nero azzurrastro e sono in grado di emanare un aroma balsamico ancora più forte. Il mirto si abbina alla perfezione con pollo, maiale, tonno e platessa, mentre in Sardegna lo abbinano anche al tipico formaggio, pecorino sardo e miele.  Oltre che avere proprietà aromatiche, il mirto ha anche quelle officinali. Vengono attribuite a questa pianta proprietà balsamiche, antinfiammatorie e astringenti ma anche leggermente asettiche. Il mirto viene anche utilizzato in campo farmaceutico per la cura dei disturbi dell'apparato digerente e di quello respiratorio.