Per essere denominato tequila, il distillato deve possedere almeno il 51% di agave.  Al distillato si possono poi aggiungere lo sciroppo di mais, lo zucchero di canna o il caramello. Furono i conquistatori spagnoli a capire per primi che il succo dell’agave blu (pianta grassa dalle foglie molte carnose che appartiene alla fam. delle Agavaceae) era adatto alla fermentazione e alla distillazione.

In relazione all’invecchiamento esistono quattro tipi di tequila:


  • Blanca o Plata o Fino: è bianca, imbottigliata subito dopo la distillazione

  • Joven o Gold: è imbottigliata dopo alcune settimane, colorata e aromatizzata con caramello

  • Reposado: affinata da 3 a un massimo di 12 mesi in botti di rovere

  • Anejo: invecchiata in botti di rovere con un periodo che supera l’anno


La tequila è utilizzata nella preparazione dei cocktail quali Margarita e Vampiro. Essendo un distillato fine e complesso va sorseggiato lentamente. Spesso la si beve alternando sorsi di tequila pura a prese di sale e fette di limone. La tequila trova impiego anche in cucina non solo come aperitivo in accompagnamento agli snack ma utilizzandola direttamente a contatto con gli ingredienti come nel caso del pollo croccante alla tequila.

Ricette con tequila

Frozen margarita: il cocktail

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  • bassa
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Tequila sunrise

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  • bassa
  • Bicchiere di servizio
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Il Margarita è il più celebre after dinner a base di tequila, triple sec e succo di lime. Ecco come fare a casa il noto cocktail messicano.

  • Difficoltà
  • media
  • Bicchiere di servizio
  • Coppa Margarita