L’Ambretta, Roma

9 dicembre 2013

Un locale che dà voce ad anime differenti, ognuna con un proprio spazio dedicato. L’ambiente alterna muratura e ferro e possiede una forza cromatica tutta declinata su toni cupi e colori forti, comunque smorzati dalla penombra: nero, rosso, bianco. I divanetti punteggiano gli angoli e nella sala principale composta da un centinaio di coperti è possibile accomodarsi ai piccoli tavoli neri e sfogliare l’esaustivo menu, oltre a una carta dei vini composta da circa 150 etichette, classificate per D.o.c.g.: una scelta interessante ma forse di non così facile consultazione. un menu composto interamente da prodotti italiani di alta qualità, dai vini ai formaggi, ai dolciIl menu lascia spazio ad un nutrito campionario di ottimi prodotti italiani in cui si alternano, ad esempio, il pane di Roscioli, le piadine, la pinsa romana e il pane carasau; i salumi attingono dall’eccellenza delle regioni italiane, dal culatello parmense al salame di Varzi. Non sono da meno i formaggi: ragusano e pecorino di fossa, per citarne alcuni, tutti accompagnati da ottime marmellate e gelatine, come la composta di cipolle rosse e la gelatina di prosecco. Forse un filo meno riusciti i piatti proposti, come ad esempio lo sformato di carciofi e la lasagna in bianco agli asparagi, ma la quiche lorraine e l’immancabile hamburger di chianina (chiamato, per l’occasione, “Ambrugher”) non sono affatto male. Per concludere torta Pistocchi e un buon caffè.

L'Ambretta

  • Indirizzo: piazza Giovanni da Triora 15, Roma
  • Chiusura: lunedì
  • Spesa: entro i 30€
  • Chef: Valter Casini
  • Tel: 338 1137099

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