El Brellin, Milano

15 gennaio 2015

Probabilmente l’angolo più fotografato dei Navigli milanesi dopo il punto più alto del ponte di pietra, vicolo dei Lavandai è un luogo fermo nel tempo che ispira pace e tranquillità. In perfetta sintonia storica si armonizza El Brellin, ristorante in cui anche in pieno giorno, con il sole che luccica sull’acqua del fiume, c’è un’atmosfera intima, atmosfera da vecchia milano e classici della cucina meneghina ben preparati ovattata, nei toni del legno, del rosso e del color crema. Qualche drappo di vecchia Milano adorna gli interni (i poster vintage di Campari e Martini, il gioco in dialetto per decidere a chi tocchi pagare) e rafforza l’esperienza ancora prima di aver gettato un’occhiata al menu. Gli antipasti giocano a nascondino con i classici milanesi, come ad esempio la cassoeula in fagottino di pasta phillo, e propongono abbinamenti riusciti come la frittella di mela renetta con culatello di Zibello. Squisiti i piatti unici, in particolare l’ossobuco in gremolata con risotto alla milanese, servito a richiesta anche con una vellutata polenta. Star dei secondi rimane la cotoletta alla milanese, battuta il giusto e cotta nel burro, accompagnata da un buon purè. A conclusione del pasto Mont Blanc al bicchiere e crème caramel, entrambi ben fatti non eccessivamente dolci. Servizio premuroso e misurato.

El Brellin

  • Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 14, Milano
  • Chiusura: sempre aperto
  • Spesa: entro i 50€
  • Tel: 02 58101351

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