Gainn, Roma

9 maggio 2014

Se siete fan dei sapori orientali, la scoperta di questo ristorante, a pochi passi dalla stazione Termini, avrà per voi lo stesso valore di una boccata di ossigeno dopo un record di apnea subacquea. Gestione familiare e un'attenzione particolare all'autenticità della cucina Ad accogliervi Stefano e Valentina, proprietari simpatici e gentili: non fatevi ingannare dai loro nomi italiani, la coppia vi racconta ben volentieri di essersi fatta battezzare da Papa Wojtyla in persona sette anni fa. Il loro piccolo-grande ristorante è frequentato soprattutto da coreani, giapponesi e cinesi. L’ambiente è pulito e confortevole. I prezzi sono in linea con quelli di un normale bistrot: una portata principale costa sui 14 euro e li vale tutti. La pasta dei ravioli è fatta in casa tutti i giorni e poi farcita con tofu, zucchine, maiale, kimchi e germogli di soia. Il Pollo in agrodolce con cipollotti freschi e peperoncino è una festa di sapori; il manzo marinato e cotto alla piastra con salsa di soia, peperoncini e spezie si mangia arrotolandolo in foglie fresche di lattuga croccante. La carne è succosa, il sapore di ciascun ingrediente è distinguibile e deciso, i piatti hanno personalità, non sono mai fiacchi. Stefano e Valentina hanno deciso di puntare su buone materie prime e un bravo cuoco: Kime, che prima di lavorare al Gainn ha cucinato per l’ambasciatore coreano di stanza a Roma. Una scelta encomiabile, dettata dalla passione dei proprietari, che con l’attenzione al cibo di qualità si sposa sempre bene.

Gainn

  • Indirizzo: via Dei Mille 18, Roma
  • Chiusura: domenica
  • Spesa: entro i 50€
  • Tel: 06 44360160

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