Jin Yong, Milano

28 gennaio 2014

Questo ristorantino, al principio di via Paolo Sarpi, deve il suo nome a Louis Cha, scrittore originario dello Zheijang divenuto molto famoso in patria con il nom de plume di Jin Yong. accanto al menu turistico a prezzo fisso si trovano pietanze autentiche come le orecchie di maiale con salsa di soia In Italia i suoi romanzi di cappa e spada sono purtroppo poco noti (solo uno è stato tradotto), ma il ristorante che ne porta il nome si è guadagnato facilmente un posto nei cuori e nel gusto dei milanesi. A un’insegna tanto particolare non poteva infatti corrispondere un ordinario ristorante di cucina cantonese a Milano: in questo localino su due piani con veranda è possibile trovare, a fianco del menu turistico a prezzi fissi, alcuni dei veri piatti della tradizione cinese. Si può quindi scegliere fra gli involtini primavera e la focaccia di taro; fra gli gnocchi di riso (fatti in casa, come i ravioli) e le orecchie di maiale con salsa di soia; fra l’intestino fritto e le morbide polpette di gambero. Il locale, ristrutturato recentemente, è frequentato di solito da una clientela orientale e si riempie in fretta. Soprattutto al piano superiore, il chiacchiericcio può diventare caotico: una comoda soluzione è fornita dal dehors, affacciato sull’isola pedonale e fruibile anche nella stagione fredda grazie alle lampade riscaldanti.

Jin Yong

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