La Capannina, Torino

17 febbraio 2014

Alla Capannina gli archetipi del bistrot ci sono tutti: la lavagna coi piatti del giorno, i muri di mattoni a vista, le sedie di legno. In versione 2.0 però, con arredi di gran gusto e un’atmosfera avvolgente che fa subito osteria-chic. un'osteria dedicata alla cucina piemontese che propone anche pizza napoletana ben preparata In tavola domina il vecchio Piemonte, che lo chef Massimo Cascone rende contemporaneo con estro e credibilità: si va dall’immancabile battuta al coltello, carne della Granda condita con scaglie di Castelmagno noci e miele di castagno, alla Panissa vercellese, godurioso risotto con fagioli di Saluggia e salsiccia. Di gran carattere il brasato al Barolo, imperdibile, servito con salsa di ribes rossi e polenta fritta, da abbinare ai rossi della cantina, davvero ben rifornita anche di birre artigianali. Le proposte sono per tutti i palati. Da provare la pizza di Domenico Bonocore, nel solco della grande tradizione napoletana: la gran cura degli ingredienti presidio Slow Food e l’impasto fatto lievitare 48 ore (c’è anche quello con farine integrali) si fondono in un prodotto di qualità. Il pranzo vira invece sui toni freschi delle insalate e sui piatti espressi. Il pesce ai ferri non manca mai e il menu multigusto strizza l’occhio a vegetariani e vegani, con piatti pensati per le loro esigenze.

La Capannina

  • Indirizzo: via Vitaliano Donati 1, Torino
  • Chiusura: sabato a pranzo
  • Spesa: entro i 30€
  • Chef: Massimo Cascone
  • Tel: 011 545405

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