Momio, Firenze

12 gennaio 2018

C’è un’anima doppia alla guida di una delle più nuove e brillanti realtà della ristorazione fiorentina, Momio. Poco fuori Porta San Frediano, Marco Lagrimino e Nadia Moller hanno puntato su un posto curioso e trasformista: di giorno colazione, brunch e rito del tè; alla sera si accendono le luci delll’alta cucina. un locale dalla doppia anima, contemporaneo, reversibile e sensoriale Si entra in una sala delicata, con il bancone del bar che ospita dolci sorprese; è uno spazio che mette in onda  i suoni delle tazze da tè con le miscele di Tealicious, il tintinnio dei piatti di eggs benedict, la fragranza della pizza fritta con la mortadella, tutti riti che pervadono la nostra quotidianità, ma al calar del sole, si scendono le scale e benvenuti in paradiso. Momio è uno sprone alla coscienza del buon mangiare, che mette in accordo i cibi sotto il cielo e quelli sotto il mare. Qualche esempio? C’è Riso-Rafano, un risotto vegetariano dove rafano, levistico, burro affumicato e sedano, formano un onda in crescendo. Animelle-Zucca è la ricerca di integrazione tra animelle, crema di zucca, chips di mela, jus al caffè e lavosh con semi di zucca. Ricciola-Rabarbaro: la ricciola, il rabarbaro, il gel di cavolo cappuccio viola,  hanno tra loro una reazione integrata e profonda che culmina su un nido di porri. A progettare i dessert c’è Sarah Frasson: unisce Bietola-Carota, Caffè-Cardamomo, ma con Chianti-Spezie è in grado di costruire linee di contatto tra pera e mela caramellate, lavosh dolce, riduzione di Chianti e panna alle spezie brulé. Momio è tutto questo, un luogo contemporaneo, reversibile e sensoriale.

Momio

  • Indirizzo: via Pisana 9/c, Firenze
  • Chiusura: lunedì
  • Spesa: entro i 50€
  • Tel: 055 225652

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