Ristorante Diana, Bologna

31 marzo 2014

Quel che resta della grandeur della cucina tradizionale bolognese (compresi gli arredi fanè, i camerieri in divisa bianca, i carrelli del bollito formato Capodanno e le atmosfere dei film di Pupi Avati) sta sotto ai portici di via Indipendenza dal 1909, precisamente al ristorante Diana. cucina tradizionale bolognese preparata a regola d'arte Il tempo si è fermato a quando Bologna era davvero La Grassa e la cucina un momento di opulenza da condividere. Al Ristorante Diana, dal 1977 in cucina c’è Mario Fabbri. Una vera e propria istituzione mitologica in città. Leggere il menu è come frequentare un corso di storia della gastronomia bolognese: mortadella (affettata, in spuma, a cubetti, e rigorosamente Alcisa, per via del fatto che il proprietario del ristorante è anche uno dei soci fondatori dell’azienda di salumi), tortellini in brodo, lasagne, tagliatelle, carrello di arrosti e bolliti con le loro salse, cotoletta alla bolognese, fritto misto all’italiana, torta di riso e semifreddi vari. Una classicità fedele a se stessa, che resta dunque sempre attuale, perché ogni piatto è cucinato a regola d’arte. E dato che Bologna è un tutt’uno con la sua tradizione gastronomica, il Diana oltre che un’esperienza gastronomica è sicuramente un’esperienza culturale.

Ristorante Diana

  • Indirizzo: via dell'Indipendenza 24, Bologna
  • Chiusura: lunedì
  • Spesa: entro i 50€
  • Chef: Mario Fabbri
  • Tel: 051 231302

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