Involtini di lattuga thailandesi

26 febbraio 2014

Ingredienti per 4 persone

Gli involtini di lattuga thailandesi sono un antipasto finger food veloce e saporito: ciascun ospite versa un cucchiaio di carne calda all’interno di una foglia di lattuga prima di chiuderla a cartoccio. La sapidità della carne unita alla temperatura calda crea un piacevole contrasto con la freschezza e croccantezza della verdura, sprigionando una piacevole piccantezza al primo assaggio. Questa preparazione, tipica dello street food thailandese è facilmente ripetibile in casa; a seconda dei gusti si può variare la piccantezza modulando la quantità di pasta di curry giallo sulle proprie esigenze. Gli involtini di lattuga possono essere serviti con uno spicchio sottile di lime, per spremerne il succo a piacimento e aumentare la sensazione di freschezza, che contribuisce a rendere meno grassa la preparazione.

Preparazione Involtini di lattuga thailandesi

  1. Lavate in abbondante acqua fredda le foglie di lattuga e lasciatele in ammollo con una patata sbucciata e tagliata in 4 pezzi per 10 minuti. Scolate le foglie e fatele asciugare su un canovaccio da cucina; conservate in frigorifero nella zona verdure fino al loro successivo utilizzo.
  2. Gli ingredienti degli involtini di lattuga thailandesiNel frattempo tritate finemente la cipolla mondata insieme al peperoncino privato dei semi interni.
  3. In una padella antiaderente o in una wok scaldate a fuoco moderato l’olio di sesamo e fate imbiondire la cipolla con il peperoncino, aggiungete la pasta di curry giallo e proseguite la cottura ancora 2 minuti aggiungendo se necessario 2 cucchiai di acqua.
  4. la preparazione degli involtini di lattugaUnite la carne macinata e cuocete a fuoco vivace per 5 minuti quindi unite la salsa di soia. Proseguite la cottura fino a che la carne non è cotta e croccante. Servite ben caldo insieme alle foglie di lattuga iceberg.
Accompagnate con uno spicchio di lime da spremere a piacimento.

Vino in abbinamento

La presenza contemporanea di freddo-caldo e piccante-vegetale richiede un vino che abbia in sé un corpo presente senza essere invadente, una componente fruttata al naso non eccessiva ma una struttura organolettica in grado di supportare la complessità degli aromi, soprattutto dell’olio di sesamo e del curry verde; per questo la scelta ricade su un Rosato di Sangiovese che possa sostenere ma non coprire tutti i profumi e sapori di questa preparazione.

Fabrizio Pagliardi Sommelier ed esperto di vini francesi
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