Terrina di carne

21 novembre 2013

Ingredienti per 6 persone

La terrina di carne è uno sformato ricco di gusto e molto sostanzioso, perfetto per chi ama i secondi piatti dal sapore dolce ma deciso. Questa terrina è arricchita da uva sultanina rinvenuta nella grappa e da due varietà di semi oleosi: i pinoli e le noci pecan. I pinoli sono molto usati nella cucina tradizionale italiana; al contrario le noci pecan sono poco conosciute nel nostro Paese: si tratta dei frutti del pecan, un albero originario dell’America settentrionale. Negli Stati Uniti solitamente si usa per la preparazione di una torta tradizionale, la pecan pie. L’uva sultanina dona infine al piatto un aroma fruttato e un profumo invitante dato dalla grappa nella quale è fatta rinvenire. La terrina di carne con frutta secca e uva sultanina è perfetta per stupire gli ospiti con un secondo piatto insolito e originale.

Preparazione Terrina di carne

  1. Impasto per la terrina di carneMettete l'uva sultanina a rinvenire in una ciotola con tre cucchiai di grappa. Mescolate in un recipiente la carne macinata e le noci; salate e pepate. Lavorate gli ingredienti con le mani o aiutandovi con una forchetta per qualche istante. Aggiungete l’olio quindi le uova e l’uva sultanina strizzata. Aggiungete infine l'erba cipollina tritata e continuate a lavorare il composto finché gli ingredienti non risulteranno ben amalgamati tra loro.
  2. Terrina di carne pronta da cuocereUngete con dell'olio le pareti di una terrina dalla forma rettangolare e riempitela con l'impasto di carne e noci. Riempite una teglia con due dita d'acqua e adagiatevi la terrina rettangolare per cuocere a bagnomaria. Mettete in forno la teglia e cuocete a 180°C per un’ora.
  3. Una volta pronta la terrina di carne fatela raffreddare completamente ed estraetela con cura dallo stampo per riporla su un piatto da portata.
Servite la terrina tagliata a fette accompagnata da un'insalata verde e pane nero di segale.

Vino in abbinamento

La frutta secca e la dolcezza dell'uva sultanina sono fattori determinanti per l'abbinamento. Per sapidità, struttura e aromi, sarà una buona soluzione un Verdicchio dei Castelli di Jesi, preferibilmente in versione raccolta tardivamente.

Alessio Pietrobattista Esperto di vino, collabora con diverse guide del settore

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