10 modi per riciclare il pandoro avanzato

27 Dicembre 2015

Il pandoro è uno dei grandi lievitati che non mancano mai sulle tavole natalizie degli italiani. La sua è una storia offuscata e dalle origini non ben definite. Si pensa che sia una ricetta molto antica e che risalga ai tempi della Repubblica Veneziana del 1500, è buono al naturale o farcito, ma il pandoro può anche diventare una base per dolci ma anche che sia l’evoluzione del Nadalin, dolce veronese a 5 punte, oppure che derivi dall’asburgico Pane di Vienna. Certo è che, nel 1884, Domenico Melegatti presentò alla Camera dell’Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia, il brevetto di un dolce lievitato ricco di uova e burro dalla forma di piramide tronca a 8 punte, disegnata dal pittore Angelo Dall’Oca Bianca. E fu con la rincorsa di chi riuscisse a prepararlo il più uguale possibile all’originale che il pandoro iniziò la sua scalata verso il successo.

pandoro

È buono sia gustato al naturale, sia accompagnato a salse cremose o alla frutta, o anche utilizzato, dopo le abbuffate natalizie, come base per dolci. Largo spazio alla fantasia e, se volete, Agrodolce vi suggerisce 10 modi diversi per poter riciclare il pandoro.