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BrewDog lancia la costruzione di un hotel della birra

di Alessandra Di Dio

Il birrificio BrewDog ha lanciato una campagna di crowdfunding per la costrazione di DogHouse, un hotel dedicato alla birra che nascerà a Columbus, in Ohio.

BrewDog ha lanciato su IndiGoGo l’ennesima campagna di crowdfunding. Questa volta, lo scopo non è la vendita di azioni societarie ma qualcosa di più sensazionale: la costruzione di un hotel della birra con annesso birrificio per sperimentazioni sour a Columbus, Ohio. Si chiamerà DogHouse e qualcuno non ha esitato a ribattezzarla la Disneyland della birra, definizione che non credo si allontani dalla realtà. L’hotel completamente a tema birra BrewDog, infatti, promette servizi da favola per gli amanti del genere e qualche esempio si trova già sulla pagina IndieGoGo: camere con impianti di spillatura per birra on draft a tutte le ore, vasche idromassaggio colme di Punk IPA, docce con minibar a portata di mano, massaggi total body al malto, hoppy feet pedicure, maschere viso al luppolo e colazioni a base di birra artigianale. Per costruire questo paese delle birraviglie più il birrificio sour, BrewDog ha stimato una spesa di 6 milioni di dollari. $200,000 sono già stati raccolti grazie a questa campagna sulla piattaforma di crowdfunding che si avvia alla chiusura.

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È evidente che un colosso come BrewDog, che dalla Scozia esporta in 60 paesi e gode di una cinquantina di bar in franchising, non abbia bisogno del crowd per raccogliere i fondi necessari ai propri progetti. Anche se un’idea come questa – ripetiamo, valutata 6 milioni di dollari – richiede una enorme quantità di denaro che non è detto sia immediatamente disponibile. Quindi, perché anziché pescare dalle proprie tasche, o ricorrere ai metodi canonici, il birrificio di Ellon lancia iniziative di crowdfunding? Com’è intuibile, per un’attenta strategia di marketing. Il crowdfunding può essere, infatti, un ottimo strumento di comunicazione e promozione. Può servire per fare branding, per costruire e rafforzare la propria identità in base a dei valori e per creare una base di sostenitori che, più che semplici consumatori, sono veri ambasciatori dell’azienda. Da semplici bevitori e follower a parte integrante del sistema di produzione (come accade per la campagna #mashtag) nonché proprietari di quote societarie.

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Il crowdfunding di BrewDog mira a coinvolgere il cliente, accorciando la tradizionale distanza tra produttore e consumatore, in linea con i valori punk dell’azienda (il corsivo è d’obbligo, soprattutto dopo le recenti accuse di essere just another multinational corporate machine e le dichiarazioni riparatorie che ne sono seguite).Un altro punto essenziale e da non sottovalutare è che il birrificio sour che sarà costruito vicino all’hotel proporrà nuovi prodotti e il crowdfunding aiuta anche ad accelerare i processi di penetrazione di nuovi prodotti sui mercati internazionali. Come detto altrove, in occasione di altre campagne di finanziamento collettivo “Questo è molto più di un investimento. Si tratta di condividere la visione, la filosofia, l’ideale di BrewDog”, non solo di finanziare un hotel che punta a diventare una delle mete birrarie più gettonate degli Usa con birra che esce dai rubinetti e lenzuola profumate al Cascade. Anche se i $243,390 raccolti fino a oggi non guastano. D’altronde, chi non vorrebbe nuotare in una piscina di Punk IPA? Io, ma questa è un’altra storia…