25 birre natalizie da portare a tavola durante le feste

11 Dicembre 2018

Sentendo parlare di birre di Natale, i meno esperti potrebbero pensare a una mera trovata commerciale per sfruttare il momento dell’anno in cui vi è una maggiore propensione alla spesa. le kerstbier hanno una gradazione alcolica elevata e tendenza dolce In realtà, si tratta di una tradizione antica risalente al Medio Evo, ben consolidata in paesi a grande vocazione brassicola e in particolare in Belgio. Le Kerstbier, in fiammingo, sebbene non possano essere considerate uno stile birrario vero e proprio, presentano delle caratteristiche comuni: gradazione alcolica elevata, tendenza dolce e una buona dose di spezie che vanno ad arricchire un profilo aromatico già ampio e complesso. Con la rivoluzione della birra artigianale, che ha coinvolto anche Paesi con minore dimestichezza con malti e luppoli, l’usanza di produzioni speciali per le festività di fine anno ha preso piede un po’ ovunque, Italia compresa. La tendenza più recente tuttavia vede un allontanamento rispetto all’idea originale di Kerstbier: in alcuni casi spezie ed elevato tenore alcolico non sembrano un dogma inviolabile e si possono notare etichette natalizie su bottiglie contenenti birre di ben altro tipo.

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Tra i grandi classici, vero feticcio per gli appassionati, vi è la mitica Stille Nacht di De Dolle. L’attesa dell’assaggio della nuova cotta ogni anno è spasmodica tra i beer geek. I più fissati conservano gelosamente in cantina bottiglie delle annate precedenti, al fine di apprezzarne l’evoluzione durante delle vere e proprie verticali. Non mancano eventi interamente dedicati a queste birre: il più importante e longevo si tiene ovviamente in Belgio, ad Essen, cittadina al confine con l’Olanda. L’appuntamento con il Kerstbierfestival 2018 è previsto per il weekend del 15 e 16 dicembre, quando saranno disponibili ben 200 birre invernali.

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Nello stesso fine settimana, a Roma, giungerà alla tredicesima edizione Birre Sotto l’Albero, la rassegna ospitata dai due locali dirimpettai di via Benedetta a Trastevere: il Ma Che Siete Venuti a Fa e il Bir & Fud. Il primo offrirà una selezione internazionale mentre, dalle spine del secondo, verranno spillate esclusivamente produzioni italiane. Senza presunzione di completezza, in ordine casuale ma con un occhio alla numerologia, ecco 25 birre natalizie artigianali nostrane che meritano un assaggio.

  1. kerstKerst – Extraomnes. Il vulcanico Luigi D’Amelio, in arte Schigi, è senza dubbio uno dei più talentuosi interpreti italiani della tradizione belga. Dal 2010 tira fuori dai fermentatori autentici capolavori natalizi, etichettati semplicemente Kerst. Si tratta di una Belgian Strong Ale da oltre 10 gradi, brassata con lievito trappista, la cui ricetta prevede l’aggiunta di concentrato di succo di mela bio in bollitura, capace di donare una certa acidità che va ad alleggerire la bevuta. Curiosamente è prodotta a gennaio, subito dopo le vacanze di Natale, perché ha bisogno di un tempo abbastanza lungo di maturazione. Una cotta, ogni anno viene messa in barriques (di Castello di Fonterutoli, zona Chianti meridionale) e dopo un affinamento che può variare dai 6 agli 8 mesi, diventa Kerst Reserva con indicazione del millesimo. Tre barriques 2018, risultate particolarmente apprezzabili, sono state imbottigliate come Kerst Noble.
  2. ndm-jjNdM – Jungle Juice Brewing. NdM ovvero Natale di M… Insomma ci siamo capiti. Umberto Calabria, il Grinch della birra artigianale italiana, ha realizzato qualcosa di ben distante dalle natalizie belghe, nello stile e negli ingredienti: si tratta infatti di una Imperial Stout priva di spezie. Interessante il gioco di sponda con la pasticceria romana Nero Vaniglia che produce un panettone in cui si ricreano gli aromi e i profumi della NdM.
  3. Rossa del Gallo affinata in botte – Birrificio Sant’Andrea. Anche il Birrificio Sant’Andrea gioca ad abbinare la propria natalizia puntando ad un’intrigante triangolazione: la strong bitter Rossa del Gallo, affinata per un anno in botte, andrà ad accompagnare un panettone artigianale nel cui impasto vi è la Hellerice, barley wine sempre del birrificio vercellese.
  4. Acida Vigilia – Babylon. Adriano Giulioni ha pensato di abbassare il ph della vigilia di Natale con una sour ale al melograno e buccia d’arancia. L’acidità ne facilita la bevuta; al naso, oltre a quelle delle materie prime, sono presenti anche note fruttate e speziate da lievito belga.
  5. mastioRock Noel – Il Mastio. Restiamo nelle Marche per una birra dichiaratamente invernale e non solo per via del grado alcolico: una Belgian Strong Ale con aggiunta delle spezie tipicamente natalizie: cannella, zenzero e chiodi di garofano. Prodotta a febbraio di ogni anno, è pronta per essere degustata durante le vacanze natalizie, sebbene un altro anno di cantina le farebbe bene. Fatene scorta in previsione di Natale 2019.
  6. bloody-xmas-la-fucina-e-cantaloopBloody XMas – Cantaloop & La Fucina. Durante le festività si sta in famiglia e con gli amici. I due birrifici molisani hanno preso alla lettera questo spirito di condivisione realizzando, per il quinto anno, una collaboration beer natalizia abbastanza insolita per via dell’utilizzo di maracuja, buccia d’arancio, zenzero e lime.
  7. amiata-san-niccSan Niccolò – Amiata. La natalizia dei fratelli Cerullo non poteva che essere dedicata al santo patrono di Arcidosso, paese dove sorge il birrificio Amiata: quel San Niccolò (aka San Nicola di Bari) che ha ispirato in qualche modo la figura di Santa Klaus. Arricchita con cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero, cacao e pepe nero è una Kerstbier abbastanza classica, rifermentata in bottiglia e messa sul mercato almeno 12 mesi dopo la produzione.
  8. Platinum – Croce di Malto. Altro esempio canonico è la Platinum di Croce di Malto: 8 gradi alcolici ben supportati a livello aromatico, caratterizzata da note fruttate e una speziatura gradevole che si ripropone anche in bocca, dove regna l’equilibrio tra le componenti maltate e la luppolatura. Per fare le cose in grande, in passato sono state realizzate anche magnum da 12 litri…
  9. agreste-fronte-2018-1Agreste Fidelis – Freelions. Il birrificio viterbese per le sante feste non risparmia sulle spezie: cannella, zenzero, ginepro, cardamomo, pepe rosa, coriandolo e chiodi di garofano. In bocca amaro intenso e balsamico molto persistente, corpo rotondo per questa birra potente che raggiunge quasi 9 gradi alcolici.
  10. Primatia – Birranova. Donato Di Palma di Birranova non perde occasione per legare le sue produzioni al territorio e si è inventato questa Dubbel da 9 gradi, aromatizzata con il cotto di fichi, tradizionale riduzione utilizzata per condire le Cartellate, dolce tipico natalizio pugliese.
  11. birr-del-vultureCelestial Shock – Birrificio del Vulture. Durante le notti invernali, in Basilicata, le temperature scendono facilmente anche attorno allo zero. Quale modo migliore per scaldarsi se non con una Christmas Ale, corposa e ben speziata? Nella sua Celestial Shock, Ersilia D’Amico ha inserito zenzero e buccia di bergamotto e consiglia, caldamente, di berla davanti ad un bel camino acceso.
  12. noel-di-turbacciNoel – Birrificio Turbacci. Una delle prime Kerstbier italiane: Giovanni Turbacci inizia infatti a produrla nel 2000. Colore rosso rubino sprigiona profumi floreali e note di bucce d’arancia e coriandolo. La nota etilica è evidente e la rende adatta all’abbinamento coi grandi lievitati natalizi.
  13. noel-liquirizia-baladinNoel Liquirizia – Baladin. Ogni tre anni, Teo Musso cambia la ricetta della Nöel. Dopo le versioni al cioccolato, al caffè e alla vaniglia, per il Natale 2018 riconferma quella alla liquirizia prodotta per la prima volta nel 2017. Colore marrone tonaca di frate, è una birra che gioca sull’equilibrio tra la componente dolce e quella amara. Oltre all’aroma di liquirizia, sono presenti note di frutta secca, cioccolato e biscotto. Il dry hopping (luppolatura a freddo) dona infine sentori agrumati e rinfrescanti.
  14. Stella di Natale – Troll. Continuando con i birrifici più longevi, andiamo da Troll. La Stella di Natale è la classica birra da meditazione, forte degli oltre 10 gradi alcolici, si presenta scura, morbida e corposa, dai sentori intensi di malto, con note di torrefatto e cacao. In una parola: esagerata!
  15. hilltopChristmas Morning Mild – Hilltop. Scelta diametralmente opposta alla tradizione delle Christmas Ale, quella di Hilltop che ha brassato, per il secondo anno, una Dark Mild di soli 3.2 gradi, priva di spezie. Come si evince dal nome è la birra da bere la mattina di Natale. Nonostante ciò, grazie al sapiente impiego dei malti e di cereali in fiocchi, ha un buon corpo e sentori di caramello, frutta secca e melassa che ricordano l’impasto del panettone.
  16. oxianaComète – Oxiana. Altro giovane birrificio laziale, Oxiana produce un’interessantissima Quadrupel. La Comète 2018 è impreziosita da mirtilli rossi, le bacche di vaniglia Bourbon e pepe di Sichuan. Naturale accompagnamento dei dolci più classici del periodo: è una birra da meditazione e particolarmente adatta anche all’invecchiamento in bottiglia.
  17. Moonrise – Civale. Ispirata alle classiche birre di abbazia e trappiste, la Moonrise di Civale risulta particolarmente beverina nonostante i suoi 9 gradi alcolici. Buona complessità aromatica grazie al lievito utilizzato e all’aggiunta di spezie come coriandolo e scorza d’arancia. In bocca la tendenza dolce è bilanciata da una discreta luppolatura.
  18. renna-gluhA Renna Glüh – LoverBeer. Valter Loverier è uno dei birrai più stimati nell’ambiente, la sua filosofia di produzione tende a conciliare il recupero di antiche tradizioni brassicole con l’uso di prodotti del territorio piemontese. Frutta, passaggi in legno e fermentazioni miste o selvagge entrano spesso in gioco nelle sue produzioni. Partendo da una base di DuvaBeer, realizzata con una percentuale di mosto d’uva Freisa, A Renna Glüh è arricchita da una buona dose di spezie tipicamente invernali. Curiosamente può essere bevuta intorno ai 10° o addirittura calda, come un vin brulé: interessante è notare il significativo mutamento in termini di aromi e gusto a seconda della temperatura di servizio.
  19. lolmaiaWinter Duck – Birrificio L’Olmaia. Altro birraio che si ispira al vin brulé è Moreno Ercolani: anche quest’anno ha realizzato la sua Winter Duck, una Strong Belgian Ale scura da 8 gradi, caratterizzata da un complesso mix di spezie: cannella, chiodi di garofano, buccia d’arancia, zenzero, coriandolo e pepe rosa. Il tutto viene macinato e inserito nell’ultima fase della bollitura per 15 minuti.
  20. Santu Miali – Birrificio di Cagliari. Ancora una volta il nome di una birra di Marco Secchi deriva da quello di una località del capoluogo sardo: in questo caso l’omaggio è al quartiere San Michele. Belgian Strong Ale stagionale, viene brassata una volta l’anno, si presenta con un color oro carico ed un buon bouquet aromatico con note floreali e di miele, buon corpo e gusto tendenzialmente dolce.
  21. Nadâl – Foglie d’erba. Il bravo Gino Perisutti, partendo come sempre dall’acqua delle Dolomiti Friulane, quest’anno ha aggiunto un po’ di spezie alla sua Nadâl. Il risultato è una dubbel realizzata con un’intrigante ma moderata aggiunta di tè nero, vaniglia e zafferano. La gradazione alcolica si attesta di poco sotto gli 8 gradi.
  22. almond-22Christmas Cru – Almond ‘22. L’Abruzzo incontra il nord Europa in questa versione natalizia della Grand Cru di Almond ‘22, fermentata con lieviti da vino Montepulciano e arricchita da spezie tipiche dei dolci invernali scandinavi. In bocca presenta note di caramello, cioccolato, frutta sciroppata e di liquirizia. Non mancano sentori vinosi. L’abbinamento ideale è con la pasticceria secca, i formaggi ma anche carni rosse alla brace.
  23. maiellaBucefalo di Natale – Birrificio Maiella. Altro birrificio abruzzese, altra birra in cui vi è lo zampino del Montepulciano, in questo caso sotto forma di mosto cotto. Nella versione natalizia della Bucefalo, inoltre, non mancano le spezie più classiche: vaniglia, cannella, coriandolo e bucce di arancio.
  24. Panamanà – Birra Perugia. Se questa birra fosse un cinepanettone la si potrebbe chiamare Natale ai Caraibi. I ragazzi di Birra Perugia, proprio in occasione delle festività, hanno presentato una Coffee Imperial Stout realizzata in collaborazione con i colleghi panamensi de La Rana Dorada, che hanno portato in Umbria i chicchi pregiati di caffè Geisha.
  25. venticinqueVenticinque/25 – Piccolo Birrificio Clandestino. Il Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno punta all’originalità, per quanto riguarda lo stile di riferimento. La Venticinque/25 di Pierluigi Chiosi, è infatti un Wheat Wine: ovvero qualcosa di assimilabile a un Barley Wine, ma prodotto con una percentuale importante di frumento maltato. La ricetta, che negli anni è cambiata, attualmente prevede lieviti e luppoli americani e l’aggiunta di miele. A rendere unica ogni cotta è proprio la scelta della tipologia del miele, che quest’anno è ricaduta su quello di eucalipto.