La birra in capsule come il caffè espresso

12 Dicembre 2018

È identica a una macchinetta per caffè, ma dalle sue capsule esce birra. Sì, avete letto bene: l’ultima frontiera nel campo brassicolo è stata raggiunta e a inventarsela è stato il marchio coreano LG. La macchinetta in questione si chiama LG HomeBrew, produrre in casa la birra con le capsule è di poco più ingombrante di quelle da caffè che siamo abituati ad avere in casa ed è ufficialmente descritta come “sistema per la produzione di birre artigianali a base di capsule“. Consente di gustare, almeno per ora, 5 varietà di birra differenti: c’è la capsula IPA americana, la Pale Ale americana, la Stout inglese, quindi la Witbier belga e la Pils ceca. Tutte contengono al loro interno malto, lievito, olio di luppolo e aromi, che si trasformano grazie ad algoritmi in grado di controllare il processo di fermentazione.

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Chi fosse già affascinato dalla sola idea che inserendo una capsula avrà una birra bella schiumata dovrà ricredersi un po’: a differenza della sua omologa da caffè, questa macchinetta non consente di spillare birra all’istante. Ci vogliono infatti un paio di settimane per completare la cotta (tempi sicuramente inferiori a quelli della produzione artigianale, dice LG), variabili a seconda del tipo di birra scelta. E comunque si possono produrre massimo 5 litri alla volta.

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Nonostante questo, dice ancora l’azienda, la scelta delle capsule è vincente e risolverebbe un problema annoso, che è quello della pulizia: l’apparecchio, infatti, si auto-pulisce con acqua calda dopo ogni produzione, esattamente come avviene quando consumiamo un caffè in capsula. Inoltre, grazie a una app gratuita, consentirebbe di controllare in ogni momento e da remoto lo stato della produzione. Ufficialmente, la macchina per la birra in capsule sarà presentata soltanto a gennaio, durante il CES, la fiera dell’elettronica di consumo che si terrà dall’8 all’11 gennaio a Las Vegas. Per cui armatevi di pazienza, ci toccherà aspettare.