Fritto è bello: 13 cibi da friggere durante le feste

25 Dicembre 2018

La tavola è la regina delle feste. Tra vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno e ritrovi tra amici e parenti sono tante, tantissime le occasioni per sedersi a mangiare qualcosa insieme. E che cosa c’è di più sfizioso e appagante che qualcosa di fritto, cucinato a regola d’arte? I fritti sono sicuramente tra le ricette più diffuse per questo periodo dell’anno, da Nord a Sud della Penisola, ma anche al di fuori di essa. Piatti tradizionali e specialità originali ricoprono le nostre tavole ed è davvero difficile resistere. Se anche voi amate approfittare delle feste per godervi una bella frittura ecco 13 cibi da friggere in compagnia.

  1. Still life filetti di baccalàBaccalà: è sicuramente uno degli ingredienti simbolo della stagione, soprattutto quando si parla di Vigilia. I filetti di baccalà in pastella spopolano in particolare sulle tavole romane e bastano pochi trucchi per presentare ai vostri ospiti una ricetta da leccarsi i baffi. Tante poi possono essere le interpretazioni: la pastella può essere aromatizzata con erbe aromatiche oppure il tutto può diventare più gustoso grazie a un ripieno di formaggio filante. A Napoli, invece, il baccalà viene semplicemente infarinato e fritto, mentre a Palermo viene successivamente stufato con capperi, patate e olive nere. Si possono poi preparare delle crocchette di baccalà mantecato oppure delle polpette come si fa in Brasile (bolinho de bacalhau). In Italia e nel mondo sono tanti i modi di friggere il baccalà.
  2. 088 - gamberi frittiPesce e crostacei: non solo il baccalà, ovvero merluzzo salato. Sono tanti gli ingredienti di mare che compaiono dopo una dorata frittura sulle nostre tavole, soprattutto se per la Vigilia si osserva il precetto di mangiare di magro. Che cosa allora possiamo immergere in abbondante olio caldo? Sicuramente i gamberi e i calamari, ma anche le triglie, i naselli, le sardine e la carpa: questo pesce di acqua dolce è il simbolo del Natale in Repubblica Ceca. Sembra che la ricetta sia apparsa nelle festività ceche nell’Ottocento e da allora non ha mai smesso di deliziare i palati. La carpa fritta è accompagnata da un’insalata di patate ed è tradizione mettere una o due squame del pesce sotto ciascun piatto perché sono simbolo di ricchezza. I commensali le terranno nel portafoglio nella speranza che portino prosperità durante tutto l’anno.
  3. anguilla frittaCapitone: la femmina dell’anguilla è un classico della Vigilia in tante regioni italiane. Si può gustare in umido, arrosto ma si può anche friggere. È quello che succede a Napoli dove il capitone viene tagliato a tocchetti. Questi vengono passati nella farina e il tutto viene fritto in abbondante olio caldo. Infine si aggiunge sale, pepe e, chi vuole, qualche foglia di alloro, e si serve con un’insalata di rinforzo. Se rimane qualche pezzetto, è tradizione bagnarlo con aceto di vino bianco, olio extravergine, aggiungere qualche fogliolina di menta e servirlo il giorno dopo.
  4. la-pizza-fritta-con-baccala-della-masardonaPizza: e sempre il 24 dicembre a Napoli non può mancare la pizza fritta. Può non sembrare ma si tratta di un piatto povero. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, chi non poteva permettersi di assaggiare quella cotta in forno a legna poteva comunque assaporarne la versione economica. Cambiava il tipo di cottura ma anche gli ingredienti erano diversi. La mozzarella e il pomodoro lasciavano quindi spazio a materie prime più comuni come ricotta e ciccioli (o cicoli) di maiale, scarole o friggitelli. Oggi è una delle ricette tipiche del pranzo della Vigilia. Si prepara in casa oppure si acquista in una delle tante friggitorie della città.
  5. pittulePasta lievitata: per le feste ci sono tante ricette regionali che prevedono di friggere la pasta lievitata. Ne sono un esempio le pettole pugliesi o le zeppole campane. Entrambe possono essere sia dolci che salate. Ci sono poi le cuddureddi calabre, le scrippelle abruzzesi o le castagnole friulane.
  6. stecchi-frittiCarne: abbandonato il magro della Vigilia, la carne può tornare a far capolino sulla nostra tavola delle feste. Avviene così nel fritto misto alla genovese e soprattutto negli stecchi fritti, sempre del capoluogo ligure, dove la carne (soprattutto vitello e pollo) e le interiora (fegatini, animelle, ecc.) sono prima saltate con le verdure poi infilate in uno spiedino e infine fritte. Qualcuno, prima della frittura, copre i vari ingredienti con la besciamella per rendere il tutto ancora più goloso.
  7. cardi frittiCardi: a Natale non esistono solo piatti importanti, ma anche sfiziosi antipasti e contorni. Come i cardi fritti. In Puglia non possono mancare nelle grandi occasioni, come il ritrovarsi di fronte a una tavola per le feste natalizie. Il trucco è pulirli e tenerli in acqua tiepida per un paio d’ore in modo che il sapore sia più dolce. Si passano poi in una pastella di farina e acqua frizzante e si friggono in olio bollente.
  8. cavolfiori frittiCavolfiori: questi ortaggi fanno parte del fritto misto di Natale, un tipico piatto romano per la cena della Vigilia. Le verdure di stagione, tra cui il cavolfiore, ma anche broccoli, funghi, carciofi, borragine, vengono passate in pastella o poi fritte. Tra i vari ingredienti da friggere non possono mancare delle fettine di mela, che con la loro acidità riescono a pulire la bocca e prepararla al prossimo assaggio. Si possono poi aggiungere dei tocchetti di baccalà fritto per rendere il piatto ancora più ricco. Altrimenti si possono semplicemente create delle frittelle con le cimette del cavolfiore per creare un antipasto o un contorno che sicuramente apprezzeranno anche i più piccoli.
  9. polenta frittaPolenta: una ricetta perfetta in tutti i momenti dell’anno, ma soprattutto, per le tavole imbandite per le feste, quando può assumere un significato nuovo e assolutamente goloso. Friggere la polenta è un ottimo modo per riutilizzare sapientemente gli avanzi, senza sprechi, ma può diventare anche un piatto gourmet. Si può infatti tagliare in bastoncini da intingere in una fonduta di formaggio o una salsa aromatica. Può diventare una base per originali crostini, magari con il tartufo o del baccalà mantecato. Ancora può accompagnare il cotechino o un succulento arrosto.
  10. crema fritta alla veneziana (7)Crema pasticcera: è un piatto tipico delle feste (non solo Natale) in diverse regioni italiane. Quello che può cambiare è l’idea che si ha di questa ricetta. La crema fritta alla veneziana, per esempio, è un dessert, un fine pasto. Nelle Marche invece è considerata l’antipasto di Natale, da servire da solo o accompagnata da altri cibi fritti come le tipiche olive ascolane. Si crea così un interessante mix tra dolce e salato dove un boccone tira l’altro. In entrambi i casi, rispetto alla crema pasticcera tradizionale, si aggiunge un po’ più di farina in modo che rimanga più compatta.
  11. latte-dolce-frittoLatte: il latte fritto è un dolce natalizio tipico di Genova. Nasce da una tradizione povera che, però, nella sua semplicità, soddisfa i palati di chiunque, anche quando si tratta dei sontuosi banchetti delle feste. Al latte caldo si aggiungono uova, zucchero, farina e scorza di limone, ingredienti importanti per ottenere una crema bella soda. Una volta fredda, viene tagliata a tocchetti. Questi vengono passati nell’uovo sbattuto e nel pangrattato e si frigge. Chi vuole può rifinire il tutto con zucchero a velo e cannella.
  12. Le frittelle di meleMele: abbiamo visto come questo frutto sia importante nel fritto misto della Vigilia. Le frittelle di mele non sono solo un interessante antipasto delle feste, ma anche un ottimo dessert amato dai bambini. Per un profumo e un sapore più natalizio potete coprire i dolcetti con dello zucchero a velo miscelato con della cannella o dello zenzero in polvere.
  13. arance-fritteArance: altro frutto di stagione che troneggia sulle tavole natalizie con il suo profumo inconfondibile. E visto che a Natale di frigge tutto (o quasi) perché non immergere anche le fettine di arancia in olio bollente? Non si usano gli spicchi ma si tagliano i rotondi frutti a rondelle sottili, dopo averle pelate a vivo. Si immergono in una pastella arricchita con vino bianco o un goccio di rum e si friggono. Facile, no?