Home Cibo Un film biodegradabile per salvaguardare il pesce

Un film biodegradabile per salvaguardare il pesce

di Marta Manzo

Dai risultati di un nuovo studio emerge una nuova possibilità per controllare la crescita di agenti patogeni di originale alimentare sui prodotti ittici.

Nell’ultimo anno sono stati moltissimi i casi di infezioni batteriche che hanno interessato una buona fetta di prodotti ittici, fossero essi cozze, salmone o tonno. Oggi, stando ai risultati di un nuovo studio, una nuova possibilità si affaccia all’orizzonte: sarebbe infatti possibile controllare la crescita di agenti patogeni di originale alimentare grazie a un film biodegradabile e commestibile, prodotto con amido vegetale e in grado di uccidere i microbi.

tonno e salmone

Considerati i recenti focolai che abbiamo visto con una serie di prodotti alimentari – ha spiegato Catherine Cutter, professoressa di Scienze alimentari della Penn State – inventare qualcosa che possa essere usato dall’industria per uccidere i microrganismi sulle superfici del cibo è una nobile area di ricerca da indagare“. Prendendo ad esempio i frutti di mare, le contaminazioni più conosciute sono quelle da vibrioni o da salmonella: i primi si trovano naturalmente nell’ambiente marino, mentre la seconda può contaminare i prodotti durante la produzione o lavorazione. Entrambi, invece, sono in grado di sopravvivere al congelamento. Di per sé, infatti, il congelamento non uccide i batteri. Tuttavia, proprio in questa fase, si possono formare cristalli di ghiaccio nel cibo, in grado di per perforare la parete cellulare batterica. “Se tratti le cellule batteriche con antimicrobici e poi li congeli – ha spiegato quindi la studiosa – l’approccio può essere letale“.

frozen fish

I ricercatori hanno quindiI ricercatori hanno elaborato un sistema per garantire la morte di tutti i batteri; questo prevede l'utilizzo di film biodegradabili e commestibili sperimentato l’utilizzo di una miscela di amido termoplastico, un polimero biodegradabile a base di polvere di tapioca e un rivestimento di gelatina contenente antimicrobici, conosciuti come Nisin Z e lauroil arginato (LAE). Hanno quindi creato un cocktail di coltura dei batteri e hanno inoculato il prodotto in alcune fettine di gamberi e dentici. Dopo aver immerso i campioni nel film commestibile composto da antimicrobici, alcune delle fette sono state confezionate sottovuoto e refrigerate per un massimo di un mese, mentre altri campioni sono stati congelati per 90 giorni. “Se immergi i gamberetti nell’antimicrobico, questo non si attacca molto bene – ha spiegato ancora la professoressa Cutter – ma se si mette l’antimicrobico in un film commestibile, e poi si immergono ed estraggono i gamberetti dal film, si formerà attorno ai gamberetti una pellicola che rilascerà gli antimicrobici nel tempo“. Sarebbe soltanto questa liberazione controllata a garantire la perfetta morte di tutti i batteri. Flessibili, trasparenti, oltre che appunto biodegradabili e commestibili, questi film somigliano molto alla plastica senza però averne la capacità di inquinamento. Oltre a preservare gli alimenti dagli attacchi batterici, concludono gli studiosi, potrebbero rivelarsi presto una nuova forma di packaging a inquinamento zero.