Boom di certificazioni halāl, gli alimenti permessi da Maometto

13 Gennaio 2019

Se è vero che il 2019 vorrebbe un mercato alimentare sempre più vegano, a conti fatti la vera moda in fatto di business food per quest’anno la detterà il mondo islamico. È infatti sempre più forte la richiesta in tutto il mondo alimentare di certificazioni per i cibi halāl, gli alimenti permessi da Maometto. Un affare che sembra interessare molto le imprese negli ultimi anni e che sta impegnando le multinazionali in un adeguamento costante alla crescente richiesta da parte dei seguaci della religione musulmana di prodotti che siano compatibili con la religione islamica.

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Nell’Islam halāl, che in arabo significa lecito, indica quanto è permesso in materia di comportamento, linguaggio, alimentazione, abbigliamento. In fatto di cibi, questa alimentazione segue i dettami della sura 16 del Corano (con diverse interpretazioni) e garantisce che non ci siano sostanze proibite negli alimenti, di cui un esempio è la carne di maiale.

Il mercato globale halal

Per le multinazionali, quindi, solo se in possesso di certificazioni idonee è possibile entrare nella fetta di settore dei mercati islamici. E si tratta di un business piuttosto remunerativo, come ha spiegato a Il Messaggero Cedomir Nestorovic, esperto di finanza islamica e professore alla business school parigina Essec, mostrando dati alla mano come il mercato globale halāl sia in continua espansione. “È stato valutato 1,3 miliardi di dollari nel 2018 – ha infatti riferito – includendo anche cosmetici, farmaci, turismo, si sale fino a 2,3 miliardi. Tra cinque anni saremo a tre miliardi, con una crescita annuale del 6/8%“.

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Non si tratta quindi di pochi spiccioli, anzi, di un settore che vale quattro volte il mercato del lusso. Ed è questo il motivo per cui alcuni Paesi si sono già dati molto da fare: da parte sua, il Brasile è diventato il primo esportatore di carne certificata islamica nel mondo, mentre la Danimarca è in testa per l’export di formaggi. Multinazionali come Danone e Nestlè e i supermercati a marchio Carrefour sono già sui mercati arabi con prodotti certificati e adesso anche la Ferrero ha certificato come compatibili alcuni dei suoi prodotti di punta: il Kinder Bueno, l’ovetto Kinder e soprattutto la Nutella.