WWOOF: vitto e alloggio in cambio di lavoro in fattoria

16 Gennaio 2019

Quale occasione migliore di imparare davvero cos’è il biologico se non toccando con mano? E, dall’altra parte, quale occasione migliore di insegnare che cosa sia davvero il biologico, una volta e per sempre? WWOOF promuove esperienze dirette nelle fattorie in cambio di vitto e alloggio Un modo c’è ed è letteralmente mondiale: si chiama WWOOF ed è un movimento che dal 2006 collega su tutto il pianeta volontari e agricoltori, persone curiose e coltivatori biologici, per promuovere esperienze sul campo, al fianco del proprio ospite, nel lavoro quotidiano del mondo agricolo. Rete di scambio presente in molti Paesi (anche in Italia), WWOOF – inizialmente acronimo di weekend nelle fattorie biologiche – consente ai wwoofer, i volontari, di accedere alle fattorie ospitanti, mettendo le proprie braccia a servizio del proprietario laddove ce ne sia bisogno e ottenendo in cambio vitto, alloggio e una nuova coscienza sostenibile.

Diventare wwoofer

wwoof-3

Non ne esiste una sede principale nel mondo: ogni gruppo è un’organizzazione separata e indipendente. Si lavora, in media, dalle 4 alle 6 ore al giorno e la lunghezza dei soggiorni dipende dalla volontà di entrambe le parti, per imparare a tenere uno stile di vita sostenibile. Poiché la scelta è decisamente mondiale, con le loro differenti culture e abitudini di ogni nazione, può essere difficile trovare ospiti che realmente ci calzino a pennello senza sapere in quale Paese si vuole andare. Se si vuole difentare wwoofer, quindi, è bene riflettere prima su quale possa essere il luogo specializzato nell’attività che stiamo cercando. Perché ovunque ci saranno centri di salute e di cura, ceramica e arte, costruzione e restauro di edifici, ristoranti biologici, gestione di animali, villaggi ecologici, produzione di birra e produzione di alimenti, centro di guida naturalistica, centri per l’ambiente. Ma non saranno tutti uguali.

Il gruppo WWOOF italiano

wwoof-1

Nel gruppo italiano non sarà difficile imbattersi in produttori agricoli e vitivinicoli. Aderendo con una quota associativa di 35 euro, ci si potrà mettere in contatto con loro e organizzare il viaggio e la permanenza nella fattoria scelta. Dal Nord al Sud dell’Italia, cercando sul sito, non è difficile imbattersi in realtà che mettono a disposizione il proprio sapere nella produzione di ortaggi sinergici o nel trasformare l’uva dal chicco fino alla tavola. C’è l’azienda di Moncalieri che nasce come birrificio agricolo e fattoria didattica, con un pollaio, 30 arnie e un piccolo allevamento di carpe. Oppure l’azienda nel Monferrato aperta da ragazzi che si occupano di un vigneto di circa 7 ettari per produrre con metodi naturali Barbera, Moscato, Cortese e Chardonnay. Insomma, vale la pena dare un’occhiata. Per poter dire, finalmente, so che vuol dire fare biologico.