Rece Rock: Osteria Bonelli a Roma

18 Gennaio 2019

Perché andare all’Osteria Bonelli? Se sei delle mie zone (Roma Est, Centocelle), sai che si tratta di una vera istituzione e non vorresti mai correre il rischio di sentirti dire dall’indigeno di turno: “Comeeee? Non conosci Bonelliiiiiii?” prima di essere giustamente bullizzato. Se invece non sei di queste parti, magari sei di Roma Nord e se senti parlare di Torpignattara metti subito mano alla collanina e al portafoglio per vedere che siano ancora al loro posto, voglio tranquillizzarti: le cose sono cambiate e al massimo romperanno il parabrezza della tua auto solo per puro divertimento e non più per rapina. Ma andiamo con ordine e torniamo alla celebre osteria:

bonelli

– Bonelli offre ottima cucina romana (anche rivisitata) ed è talmente popolare a Torpignattara e dintorni che è vivamente consigliato prenotare almeno una settimana prima per trovare posto.

– Anche il parcheggio conviene iniziare a cercarlo una settimana prima. Ma io vado in scooter e me ne fotto.

– L’ambiente è informale e abbastanza piccolo, così affollato che sembra di stare sul bus 64 che da Termini porta a San Pietro. Senza scippatori però.

– Fa talmente caldo che sembra di stare sempre sul bus 64 che da Termini porta a San Pietro. Ma poco dopo aver preso fuoco.

osteria bonelli

– Se siete sufficientemente furbi, prenotate un tavolo da 10 pur sapendo che sarete in 6. Altrimenti sarete costretti a mangiare come Galateo insegna: coi gomiti ben stretti al corpo e facendo scintille sotto le ascelle quando usate il coltello. Questa è l’unica concessione al Galateo. Per il resto si urla e si gioca a morra come in ogni osteria che si rispetti da queste parti.

Il menu è scritto su una lavagna che ti portano al tavolo. Hai pochi secondi per memorizzare i circa 20 piatti elencati.

– Se hai una memoria di merda come la mia, sei costretto a fare la foto col telefono per ricordartelo. Se non lo fai, ordinerai la solita immancabile carbonara. Ovviamente nessuno aveva il telefono a portata di mano ed essendo una tavolata di vecchi catorci con la memoria di un Commodore 64, una volta portata via la lavagna abbiamo ordinato solo carbonare.

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– Poco male, i tonnarelli alla carbonara sono buonissimi e chiedo sempre un filone di pane extra per la scarpetta. Il Galateo è già un lontanissimo ricordo, come l’ultimo scudetto della Roma.

– Riconsegno il piatto talmente lucido che il cameriere, da 20 anni, mi fa sempre la stessa battuta: “Ammazza! Nun c’è manco bisogno che lo lavo!” Da 20 anni, rido facendo finta di non conoscere la battuta e sperando che ci abbuoni una bottiglia di vino.

– Siccome siamo stati sufficientemente furbi e abbiamo prenotato un tavolo da 10 pur essendo solo in 6, abbiamo ordinato il secondo più ingombrante che ci sia nel menu: lo stinco di maiale. Lo stinco di maiale con patate è talmente buono che Ratzinger ha rinunciato a tornare in Baviera in aereo e ha deciso di prendere il bus 105 per mangiarlo qui.

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– Già soddisfatto ma non satollo, ho voluto assaggiare anche la guancia di manzo brasata al vino rosso. Spettacolare. Talmente buona che ne ho ordinata un’altra. Sì, il manzo porge sempre l’altra guancia. Ho amato quel manzo, avrei voluto dargli un bacio. Sulla fronte, perché non aveva più guance.

– Il conto è in linea con la mattanza di animali che abbiamo provocato. Io invece non ho più una linea e dovrò mettere la cinta con il boomerang.

– Prima di andarmene ho fotografato il menu sulla lavagna, così potrò decidere a priori cosa mangiare e quale specie animale sterminare la prossima volta. Perché da Bonelli ci sarà sempre una prossima volta.

– Salgo sul mio scooter e me ne vado. Gli altri devono chiamare un taxi per andare a recuperare la macchina parcheggiata 6 chilometri più in là.