Fornace stella, la nuova pizzeria firmata Giancarlo Casa

25 Gennaio 2019

Piazza Bologna ne aveva bisogno, ma anche piazzale delle provincie. Tra universitari e residenti, tra palazzi stretti intorno a giardini condominiali, la zona pullula di indirizzi storici che propongono cucina regionale, spesso più che storici datati. Pochi nuovi indirizzi, tanto desiderio di vivere il quartiere. In questo quadro tutt’altro che vivace si colloca, invece, Fornace Stella, apertura freschissima di questo 2019. Pizzeria con cucina, al numero 9 di piazza Lecce. Ovviamente a Roma.

Qui prima c’era un panificio/pasticceria anni ’60 ben inserito nel quartiere ma da pensionare. Dopo una chiusura di un paio di anni e lavori sostanziali, ne è venuto fuori un progetto che sembra sin da subito solido. si pranza e si cena in un locale con oltre 100 posti a sedere La volontà di Enrico Mercatili e Roberto Priora, infatti, è quella di creare un indirizzo che rifugge la seriosità pur puntando su una proposta ragionata. Tanto più che il deus ex machina dietro Fornace è Giancarlo Casa, maestro pizzaiolo che ha fatto di Monteverde una meta di pellegrinaggio per i pizza addicted. Venendo al locale, ci sono oltre 100 posti a sedere da dividersi in 4 le sale: dopo l’ingresso sul quale si affaccia il forno, si rincorrono due spazi in linea retta. La prima e più ampia sala lascia spazio alla seconda (in foto) che si dipartisce poi in altri due ambienti più piccoli. Colori sgargianti e luce intensa, stampe pop alle pareti, un servizio gioviale e attento. Si cena e pranza (questione non di poco conto vista la posizione) in tavolate grandissime in una, su divanetti colorati nelle altre.

Quindi come è la pizza? Alta e alveolata come la amano a Napoli, ma anche leggermente tenace e croccante come la sognano a Roma. Una pizza in stile Casa, l’uomo che fa del condimento una scienza esatta. Prima di venire alla portata principale, la carta inizia con gli Sfizi, e noi abbiamo assaggiato parmigiana e gattò di patate: pur soffrendo della stagionalità della prima, entrambe le cocotte si presentano comunque gustose. L’offerta prosegue con i più classici taglieri, poi immancabilmente si sofferma sui fritti. Non perdetevi le olive ascolane, importate saggiamente per volere della proprietà (per metà marchigiana), oppure scegliete il più romano supplì o la frittella di baccalà.

Ed ecco è il momento di dare fuoco alla fornace e chiedere una pizza tradizionale bianca o rossa oppure propendere per quella gastronomica. impasto con mix di farine integrali, poco olio e poco lievito, con 48 ore di lievitazione e maturazione Per entrambe l’impasto prevede un mix con farine integrali, poco olio e poco lievito, temperatura controllata con più di 48 ore di lievitazione e maturazione. Sul versante farciture potete o seguire il nostro consiglio e fiondarvi sulle stagionali come la Napoletana con ragù alla genovese, oppure la Calabrese con provola affumicata, patate e ‘nduja.  Altrimenti rimanete sul classico con la Verdure e salsiccia o con la Fumo Rosso con provola affumicata e datterini scottati. Il risultato in ogni caso è convincente e non potrebbe essere altrimenti, nonostante ciò vaticiniamo possibilità di perfezionamento in fase di cottura.

Se avete già assaggiato la pizza, ordinate un primo della tradizione romana, abbondante e corroborante. Potete scegliere tra Carbonara, Amatriciana, Cacio e pepe. Tra i secondi, punta sulla succulenza la Sovracoscia di pollo, sulla croccantezza la Cotoletta alla milanese con patate. Altrimenti preferite carne alla griglia sia in versione panino che al piatto. Dolci di produzione propria e conto in linea con quelli della zona. Alla carta dei vini vada il nostro ultimo consiglio visto che tra le altre, si possono ordinare etichette bio più o meno note. Se invece pensate che la misantropia sia il futuro, nessun problema, è previsto anche un servizio di asporto.