Perché tutti vogliono fare la Dieta Chetogenica?

27 Gennaio 2019

La dieta chetogenica è caratterizzata da un ridotto apporto di carboidrati, un elevato apporto di proteine e un normale o elevato apporto di lipidi. È stata ideata quasi un secolo fa dai pediatri Rollin Woodyatt e Mynie Peterman per il trattamento di bambini soggetti a epilessia, ma poi è stata spesso sfruttata come un regime alimentare con tutt’altri scopi, proponendolo infatti come strategia contro il sovrappeso e l’obesità. È caratterizzata da un’elevata restrizione dei carboidrati che porta all’esaurirsi entro 2 giorni delle riserve di glucosio sotto forma di glicogeno, e alla formazione dei corpi chetonici. Grazie a tale meccanismo d’azione, la dieta chetogenica determina una rapida perdita di peso nel paziente obeso, come è stato evidenziato in numerosi studi clinici.

La riduzione dei carboidrati spinge l’organismo a produrre chetoni, innescando il processo di chetosi che, banalmente, è il processo fisiologico che interviene quando gli zuccheri in circolo non sono sufficienti per assicurare il sostentamento del tessuto nervoso, così il nostro corpo ricava energia dai grassi con la formazione di corpi chetonici e con tutti i rischi che ne derivano. Generalmente i corpi chetonici sono regolarmente prodotti in quantità minime e facilmente smaltibili con le urine e la ventilazione polmonare: nella dieta chetogenica i corpi chetonici raggiungono un livello superiore alla condizione normale e l’eccesso indesiderato di corpi chetonici, responsabile della tendenza all’abbassamento del pH sanguigno, è detto chetosi.

Non esiste un modello unico della dieta chetogenica, ma è più che altro uno schema che segue determinate caratteristiche: in primis si tratta di diete ipocaloriche, a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto proteico. Per raggiungere questi obiettivi gli alimenti consigliati sono: la carne, il pesce, le uova, i formaggi, gli ortaggi e olio da condimento. Sono invece da evitare: i cereali, le patate, i legume, la frutta, le bevande alcoliche, le bibite zuccherate e i dolciumi vari. In genere, si consiglia di mantenere un’assunzione di carboidrati inferiore o uguale a 50 g/die, organizzata idealmente in 3 porzioni con 20 g ciascuna.

sintomi della chetosi

Per identificare lo stato di chetosi è possibile svolgere dei test dell’urina (con appositi strip per l’urina), del sangue (misuratori ematici dei chetoni) o del respiro (analizzatore dei chetoni nell’alito). Tuttavia si può anche fare affidamento a certi sintomi rivelatori, che non richiedono nessun test:

bocca asciutta e sensazione di sete
aumento della diuresi
alito o sudore acetonico (per la presenza di acetone, uno dei corpi chetonici)
riduzione dell’appetito
spossatezza

effetti collaterali

  1. Esistono numerosi contro da elencare nei confronti della dieta chetogenica, innanzitutto essendo un regime ricco di proteine, il dimagrimento che si ottiene non è mai ottenuto a spese del solo grasso corporeo, quanto piuttosto a spese dei tessuti muscolari e dei liquidi, con una diminuzione della massa muscolare e un immediato rallentamento metabolico. Inoltre, come già detto precedentemente, per far fronte alla carenza di zuccheri il metabolismo produce corpi chetonici che, in condizioni di emergenza, danno sostegno energetico ma sono composti tossici per l’organismo, soprattutto per reni e fegato. L’eccesso di proteine mette a rischio la funzionalità renale ed epatica, soprattutto se il regime alimentare è seguito per lungo tempo.
  2. In particolare non è indicata neanche per chi ha problemi di ipercolesterolemia, poiché l’abuso di prodotti di origine animale predispone all’aumento dei livelli di colesterolo plasmatico, per la grande quantità di grassi saturi e di colesterolo presenti in questi alimenti. Inoltre il controllo attento della verdura e l’eliminazione della frutta riduce fortemente la quantità di antiossidanti, vitamine, polifenoli e altre sostanze contenute nella frutta e nella verdura, considerate un fattore di protezione nei confronti di moltissime patologie, tanto da poter considerare questa imposizione antitetica a tutte le indicazioni salutistiche di prevenzione antitumorale che oggi si conoscano. L’assenza di fibre, poi, causa stitichezza, mentre la sovrabbondanza di proteine predispone alla gotta (accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni).
  3. Infine, oltre a questi effetti collaterali, dobbiamo elencare anche la possibilità che, soprattutto nella prima fase, l’organismo potrebbe reagire alla privazione dei carboidrati con effetti visibili sull’umore, quali sbalzi d’umore, nervosismo, nausea, emicrania, astenia e fiacchezza; oltre alla possibilità di alitosi dovuta all’aumento dei corpi chetonici e alla perdita di capelli per la carenza di sali minerali e vitamine.
  4. Bisogna poi fare attenzione al possibile effetto yo-yo poiché, come avviene per molte diete, anche la chetogenica cela il rischio di riacquistare i chili persi. Ciò avviene soprattutto se si interrompe la dieta prima della quarta fase, quella da protrarre a vita. Il pericolo maggiore si presenta quando si reinseriscono nella dieta gli alimenti amidacei e il corpo non è più abituato a ingerirli. Quindi accade che l’organismo prova ad immagazzinarli sotto forma di grasso per sopperire ad una eventuale futura carestia.

Quindi, se da un lato la dieta chetogenica può portare un rapido dimagrimento, facilitato anche dalla sensazione di sazietà data dai corpi chetonici, dall’altro è bene conoscerne i possibili effetti indesiderati ed eventualmente rivolgersi a uno specialista se si decide di iniziare questo tipo di regime alimentare.