Masterchef All Stars: mettiamo a nudo il vincitore Michele Cannistraro

29 Gennaio 2019

Dopo alcune edizioni un pochino in sordina, quest’anno la redazione italiana di MasterChef ha deciso di proporre, prima del consueto format, una speciale kermesse capace di raccogliere i concorrenti delle prime sette edizioni che più di altri si sono distinti nel trasformare la propria esperienza televisiva in un vero lavoro ai fornelli. Infatti MasterChef All Stars, la prima edizione di masterchef all stars, piena di ex concorrenti, è stata vinta da michele cannistraro così è stata intitolata la competizione partita poco prima di Natale, ha raccolto da subito sia l’interesse degli appassionati sia quello dei tanti curiosi che hanno immediatamente colto la novità del prodotto televisivo. Le modalità della gara hanno ricalcato un pochino lo standard delle classiche edizioni ma la verve degli ex concorrenti ingaggiati ha trasformato le poche puntate in un vero appuntamento imperdibile. Per questa ragione ho pensato che fosse assolutamente doveroso incontrare il vincitore per conoscerlo meglio attraverso una delle mie classiche interviste legate al magico mondo di MasterChef. Nasce qui la mia chiacchierata con Michele Cannistraro, alias Il Cannibale, vincitore della prima edizione delle All Stars.

Prima di questa edizione speciale hai fatto tantissime importanti esperienze, quale ti è rimasta maggiormente nel cuore?
Ne potrei citare alcune, ma se mi chiedi la più emozionante allora non posso che citare quando cucinai per il Principe Alberto di Monaco. Il luogo, l’atmosfera, la responsabilità hanno contribuito a creare in me il ricordo e l’emozione più forti. Ancora oggi non me ne rendo conto. È stato bellissimo.

Da capocantiere a grande cuoco. Quanto è importante fare ciò che si desidera nella propria vita?
Fondamentale. Lo dico da sempre che se hai determinazione e coraggio arrivi. Certo è che incontrare nuove persone, fare nuove esperienze ti aiuta moltissimo ma ce la farai solo se lo vuoi.

Ti abbiamo visto alle prese con corsi di cucina, con tantissimi eventi gestiti egregiamente: è giunto il momento di un tuo ristorante?
No. Ho fatto tantissime esperienze anche in importantissimi ristoranti come quello di Cannavacciuolo ma preferisco gestire occasioni diverse, sempre nuove. Il mondo della ristorazione classica comunque ce l’ho nel cuore, creo nuovi menu per ristoranti già da tempo e la soddisfazione è grande.

Si deve custodire il segreto per mesi, nessuna parola fino alla messa in onda della puntata registrata della finale: quanto ti è costato?
Certo, ho scalpitato in attesa della messa in onda ma questo è il prezzo da pagare. Sapere di aver vinto e non poterlo dire è difficile da gestire.

Come me sei figlio dello storico terzetto Cracco, Barbieri, Bastianich. Come ti sei trovato con Cannavacciuolo e con il nuovissimo giudice Locatelli?
Cannavacciuolo lo conoscevo, è molto umano ed è un grandissimo professionista. Locatelli invece l’ho incontrato solo durante l’ultima puntata, la finale, e mi è parso simpatico e disponibile. La cosa nuova che ho notato in questa edizione è il rispetto assoluto con il quale i giudici si sono confrontati con i concorrenti.

Quale piatto cucineresti solo per tua moglie?
Spaghetti alle vongole con basilico e limone. Questo piatto lo faccio solo per lei da 20 anni e ogni volta è più buono.

Si può dire che non hai avuto timore a riportare la cucina di MasterChef con i piedi per terra?
Sono pienamente convinto che sia l’amore per la cucina a fare la differenza. Lo stesso amore che ti porta a rispettare la qualità degli ingredienti. Quindi non sarà il singolo elemento a fare la differenza ma il come lo avrai valorizzato. Bastano poche cose, semplici, ma ben sfruttate per ottenere grandi ricette.

Hai vinto mettendo in evidenza la capacità e la sensibilità del cuoco più che la particolarità dell’ingrediente?
È proprio così, è indiscutibile. Oggi mi rendo sempre più conto di quanto sia cresciuta la mia capacità di cogliere le sfumature mettendo in risalto la particolarità di un ingrediente. Credo lo si sia potuto notare sin dal primo piatto presentato in competizione, quello dell’applauso per intenderci.

Nel tuo menu in finale c’è un piatto che ti rappresenta maggiormente?
La bistecca, senza alcun dubbio. In quella ricetta c’è la mia grande passione per la griglia ma anche il mio segno distintivo, l’osso (che porto tatuato). Poi c’è il territorio, la salsa al midollo che tanto è piaciuta ai 3 giudici. Ho portato l’esperienza di un viaggio a Las Vegas a casa mia.

Quale è stata la sfida più difficile che hai dovuto superare durante Masterchef All Stars?
La prova delle erbe senza alcun dubbio. Sono questi gli ingredienti a cui devi rivolgerti usando la massima attenzione, la massima sensibilità.

Tutti hanno notato un piccolo segno di disappunto che hai manifestato durante la finale nei confronti di alcuni colleghi in balconata, è stato penalizzante oppure si è trasformato in una decisiva e ulteriore sferzata d’orgoglio?
La seconda. Ho preso forza dalla situazione, ho dimostrato a tutti di essere sempre corretto e rispettoso. Con Simone e Rubina abbiamo fatto un meraviglioso percorso che ci ha portati insieme in finale. Ho vinto e ne sono felicissimo!

Quale consiglio vero daresti ai concorrenti di una seconda possibile edizione di All Stars?
Di non montarsi mai la testa! Piedi sempre bene a terra e fare tanta esperienza per poter arrivare ad avere una buona preparazione. In più, umiltà e voglia di fare insieme tanta determinazione. Spesso in molti, soprattutto i giovani, pensano che per arrivare possa bastare una trasmissione televisiva, non è così.

Alla fine, dopo la tua bellissima esperienza in Masterchef 3, pensi che All Stars ti possa veramente cambiare la vita o no?
No, penso che All Stars mi abbia dato una sorta di certificazione del livello di bravura a cui sono arrivato. Ma, come dicevo, la strada da fare è ancora lunga. Certo, è indiscutibile, anche in questa edizione ho imparato tanto e da questa edizione riceverò nuove possibilità. Resta il fatto che tutto dipenderà sempre e soltanto da me.

Cosa succederà dopo la vittoria?
Affronterò la cucina come ho sempre fatto senza dimenticare la mia grande passione. Curerò le iniziative che mi si presenteranno, facendo attenzione nella valutazione. Sono già stato testimonial di grandi aziende come sai e ho il mio catering da seguire ma c’è una cosa di cui vado assolutamente fiero e che rappresenta un’assoluta novità, porterò la mia immagine nel mondo delle moto, l’altra grandissima linfa che mi nutre.