Vicenza in 12 ore: i locali imperdibili

6 Febbraio 2019

Vicenza, capoluogo della forma classica attraverso ville, giardini e l’arte di Andrea Palladio; città dell’oro e Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l’Unesco. Partiamo da Porta Castello che si apre sulla via più famosa della città, corso Palladio, ricca di palazzi signorili come il Palazzo Pojana e Palazzo Thiene Bonin Longare. Il Palladio è l’autore dei più importanti monumenti cittadini: la Basilica Palladiana e il Palazzo del Capitaniato in piazza dei Signori; tra le ricette tradizionali spicca il baccalà alla vicentina, oltre ai bigoi con l'arna e i risotti il meraviglioso Teatro Olimpico e la famosissima Villa La Rotonda, tanto che di lei Goethe scrisse  “Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza”. Se siete appassionati di arte, è da visitare il bellissimo Palazzo Chiericati – sede della Pinacoteca Civica – che ospita opere di Tintoretto, Van Dyck, Tiepolo, Carlo Carrà, Picasso, Manet, Canaletto. Tuffatevi nel verde dei Giardini Salvi e ammirate la Loggia Valmarana, quindi varcate la soglia di Villa Valmarana ai Nani, per vedere gli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Oltre all’arte, anche l’enogastronomia è importante a Vicenza: tra le ricette tipiche troviamo il famoso baccalà alla vicentina, i bigoi con l’arna (bigoli conditi con il sugo di anatra), il risotto con i bruscandoli (cime di luppolo selvatiche) oppure il risotto con gli asparagi bianchi di Bassano e in stagione quello con pissacan (tarassaco).

Inoltre dovete assaggiare l’Asiago DOP e la soppressa vicentina. Tra i dolci spiccano i Sanmartin di pastrafrola, il mandorlato e il Bussolà con la granella di zucchero. Tra i vini campeggiano il Breganze DOC Torcolato, il Recioto di Gambellara D.O.C.G., lo Spumante Lessini Durello DOC. Vi suggeriamo dove mangiare e bere bene a Vicenza, se avete a disposizione una giornata soltanto.

  1. Colazione. Alla pasticceria Gambarato (contrà Porta Padova, 105) la scelta dei lievitati per colazione è molto attenta agli impasti: oltre al tradizionale, si trova l’impasto al farro e quello integrale. È anche il paradiso dei bignè – specialmente quelli allo zabaione – e delle brioche farcite. Il bar Garibaldi (piazza dei Signori, 1), è stato premiato con 3 chicchi e 3 tazzine nella Guida dei Bar del Gambero Rosso. C’è lo zampino di Lorenzo Cogo, che dice che il Garibaldi è più di un caffè: è un luogo d’incontro che alterna sfiziose colazioni alla pausa leggera del pranzo.
  2. Pranzo. All’Osteria dai Galvan (viale Fusinato, 145) ai fornelli c’è Andrea e dietro al banco Michele, che tra una birra, un cicchetto e della buona musica portano avanti la cucina della tradizione. In menu si trovano piatti come la Quaglia alla piastra con polenta di Storo e il Pasticcio di zucca con porro e pecorino. L’Osteria Il Cursore (stradella del Pozzetto, 10) è molto vicina al ponte San Michele e offre una tipica cucina vicentina: il baccalà mantecato è uno di quei piatti a cui non si rinuncia mai, insieme ai bigoli con sugo di acciughe e alla polenta con funghi, Vezzena e soppressa. Il Bistrot del Baccalà (corso Palladio, 196) è una costola della Gastronomia Il Ceppo e offre il Tasting Bacalà e i bigoli con l’arna.
  3. Merenda. Un ottimo gelato lo trovate da Brustolon (contrà Pusterla, 23): oltre ai gusti classici, quando è stagione provate l’Uva Clinton, il sorbetto ai fichi di Mason, il sorbetto al sambuco dei Colli Berici e menta, e l’Ortigara con sciroppo di pino.
  4. Aperitivo. A Vicenza il culto dell’aperitivo è cosa seria: si inizia alle 19 dal Bar Borsa (piazza dei Signori, 26) sotto le volte della Basilica Palladiana. Il bar offre il classico Spritz, l’Americano alle Erbe, il Golden Negroni e il Mexican Bramble. Altro indirizzo cult è la Vineria Parolin (via Giambattista Vico, 1): gestita dai fratelli Carlo, Luigi e Matteo Parolin, è il tempio del vino di qualità e di sfiziosi salumi e formaggi. Mentre per ombre e cicheti, andate in piazza delle Biade 21: qui troverete La Bottega, un bacaro dove gustare polpettine di baccalà e sarde in saor, accompagnate da birre artigianali o un bicchiere di vino.
  5. Cena. El Coq (piazza dei Signori, 1) è il regno di Lorenzo Cogo, il più giovane chef italiano a ottenere la prestigiosa stella Michelin. Il ristorante è in pieno centro storico e dalle mani di Cogo escono piatti fuori dalle righe come la Cagliata di latte affumicato, radicchio, caffè; il Risotto alla genziana, riduzione di peperone rosso, prugne e la Coda di bue brasata, tamarindo, cipolla, fichi in agrodolce e liquirizia. Altro indirizzo da mettere in programma è Da Biasio (viale X Giugno, 152) con terrazza panoramica con vista sulla città: da provare gli Scampi fritti con maionese al lampone e gli Agnolotti ripieni di branzino, patate e zenzero in guazzetto di crostacei. Se siete alla ricerca di un’ottima pizza, segnatevi Giorgio & Chiara (contrada di Ca’ Balbi, 377): per gustare il territorio, prendete la pizza al baccalà alla vicentina.
  6. Dopocena. La Meneghina (contrà Camillo Benso di Cavour, 18) è uno dei cocktail bar più famosi di Vicenza. Arredo ottocentesco, tanto da far parte dell’Associazione Culturale dei Locali Storici d’Italia, propone drink d’autore come il Morning Glory Fizz  a base di scotch whisky, albume, sciroppo di zucchero e succo di limone.

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