Rimini: scoprite qual è la Birra dell’Anno

8 Febbraio 2019

Ci saranno le eccellenze brassicole di tutta Italia e, tra queste, sarà premiato il miglior birrificio artigianale nazionale. A Rimini, il 16 febbraio durante Beer Attraction, ci sarà la quattordicesima edizione di Birra dell’Anno, il prossimo weekend a rimini si decreterà la birra e il birraio dell'anno concorso promosso da Unionbirrai insieme a Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini, con il riconoscimento che sarà consegnato alle 14 nella Beer Arena del padiglione C3 .Il premio Birra dell’Anno decreterà le 5 migliori birre artigianali per ogni categoria, riservando il podio alle prime 3 classificate, e un’eventuale menzione d’onore per la quarta e quinta classificata. Il titolo di Birrificio dell’Anno, invece, andrà al produttore che avrà ottenuto la maggiore sommatoria di punteggi tra le sue tre birre in concorso meglio posizionate.

Anche quest’anno 41 le categorie in gara, a giudicarle un’attenta giuria internazionale composta da oltre 100 intenditori provenienti da Italia, Europa e Stati Uniti, che si occuperà di portare sul podio le produzioni più valide tra quelle partecipanti alla competizione. Le votazioni avverranno tra il 14 e il 15 febbraio e i vincitori saranno proclamati tra le 994 birre presentate da 327 produttori. I giurati lavoreranno senza essere a conoscenza del nome della birra e del produttore: per ogni prodotto saranno segnalati soltanto la categoria d’iscrizione, i gradi plato, i gradi alcolici e le eventuali caratteristiche produttive come aromatizzazione o speziature.

Tra le birre iscritte si conferma il consueto primato delle American Pale Ale e India Pale Ale in tutte le loro declinazioni, che da sole rappresentano il 10% delle iscrizioni totali, vera e propria passione per i produttori italiani. Conferma anche per le NEIPA (New England IPA), dalla decisa velatura e massicciamente luppolate, con l’aroma dominato da sentori di frutta, tropicale o matura. In crescita, inoltre, uno stile ancora poco comune, quello delle Brut IPA, dalla decisa luppolatura e dalla carbonazione elevata, spiccatamente secche, che possono ricordare la bevibilità di uno champagne o di uno spumante. Si conferma il ritorno dell’interesse dei mastri birrai italiani per le basse fermentazioni e spazio, inoltre, all’uso di ingredienti locali, come cereali innovativi, frutta, miele e castagne del territorio di appartenenza dei birrifici, a segnalare un grande legame dei birrai con la propria terra e l’unicità delle birre prodotte.