Il vermouth bianco sarà la bevanda della primavera: usatelo in questi 4 cocktail

28 Febbraio 2019

Le giornate si sono allungate, l’inverno ormai volge verso la sua conclusione ed è dunque tempo ormai di pensare alla primavera. È, in verità, il periodo dell’anno che più confonde perché febbraio regala temperature gelide e nevicate improvvise, il vermouth bianco, fresco e agrumato, è l'ideale per la bella stagione ma quel che importa è lo stato d’animo, e lo stato d’animo parla di primavera, o ancora meglio di cocktail primaverili. Gli aperitivi nella prima serata sono infatti un must dei torinesi (e non solo) che iniziano a svegliarsi dal letargo e a ritrovare le energie e la voglia di mettere la testa fuori casa (Netflix ci perdonerà, tanto l’abbonamento è annuale, e guarda caso il rinnovo casca sempre tra l’autunno e l’inverno). Tra tutti i cocktail più amati negli ultimi tempi ci sono quelli a base vermouth: l’Americano o il Negroni, che il retrogusto amaricante rende beverini e adatti sia per l’aperitivo sia per il dopocena. Quindi, visto l’arrivo della bella stagione perché non proporre un twist sul tema a base di vermouth bianco?

Il vermouth bianco è una delle varianti del vino aromatizzato con erbe e spezie; generalmente il vino di base, almeno per il vermouth piemontese, è vino Moscato cui sono poi aggiunte le spezie in infusione. Mentre a inizio Ottocento il vermouth per eccellenza era il vermouth dolce all’italiana, con sentori dolciastri dati dal caramello che serviva a conferire il colore ambrato, con l’avvento del vermouth dry alla moda di Chambery si iniziò a distinguere in vermouth rosso, vermouth bianco e vermouth dry. Tra questi, quello con sentori più freschi, agrumati e di fiori bianchi (sebbene abbia spesso la stessa gradazione alcolica degli altri suoi cugini) è di sicuro il vermouth bianco, caratteristiche che lo rendono perfetto per la stagione più calda. Usatelo per preparare a casa questi 4 cocktail primaverili.

  1. Americano (Bordiga Bianco). Il cocktail Americano è uno dei cocktail classici all’italiana. Vermouth, bitter Campari e seltz. La qualità finale dipende quindi tutta dagli ingredienti utilizzati. La versione primaverile a base di vermouth bianco che proponiamo è con il Bordiga bianco: un vermouth in cui gli aromi dolci spiccano tra tutti regalando una nota delicata che ricorda i frutti a polpa gialla, i fiori bianchi, il profumo degli agrumi. Un Americano che quindi si sposa bene con un bitter leggero, in cui il sapore aspro non è così accentuato. Il tocco finale di seltz regala un movimento frizzante che esalta i sapori e i profumi e li lega insieme.
  2. Americano Cocchi. Nonostante sia un vino aromatizzato non è un vero e proprio vermouth: la sua spezia principale è infatti la Genzianella (e non l’Artemisia), ma è un suo cugino molto prossimo e soprattutto ben si sposa in questa lista. L’Americano Cocchi, dal tipico colore paglierino intenso, ha un sapore amarognolo insieme intenso e delicato che si esprime al meglio quando unito alla soda: mezza parte di Americano e mezza parte di soda, twist di limone e et voilà un perfetto aperitivo homemade.
  3. Torino-Milano (Chazalettes Bianco). Un altro dei cocktail più famosi tra quelli a base vermouth è il Torino-Milano, o Milano-Torino a dir si voglia: tutto dipende dalla città in cui si vive, che finisce per essere sempre nominata per prima. Il Torino-Milano prende il nome dai due ingredienti che lo compongono: il vermouth, che ha origine torinese, e il bitter Campari, che ha invece origine milanese. La sua qualità dipende in toto dalla qualità degli ingredienti utilizzati: più la qualità è alta e gli ingredienti sono miscelati tenendo conto delle rispettive caratteristiche, più il Torino-Milano è buono. Noi vi proponiamo una versione un po’ hippie: al posto del classico vermouth rosso, usiamo il vermouth bianco Chazalettes, un vermouth agrumato e insieme floreale, con una punta di gusto dolce. A lui si può associare poi il bitter Luxardo, di colore trasparente, un bitter decisamente equilibrato, delicato, che lascia il cocktail con sfumature chiare e quasi lattiginose.
  4. Negroni (Toso Bianco). Il Re dei cocktail, quello insieme più iconico, più amato, che non passa mai di moda, Monsieur Le Negroni. 1/3 vermouth, 1/3 bitter e 1/3 gin, il Negroni ha un gusto amaricante per cui è adatto sia come aperitivo, sia nel dopocena, e grazie ai suoi 3 ingredienti versatili ne esistono un’infinità di versioni, di cui certamente la più celebre è il Negroni sbagliato – che al posto del gin ha lo spumante. La nostra ricetta primaverile del Negroni vuole il vermouth bianco Gamondi, l’ultimo nato in casa Toso. In questo vermouth bianco le note della vaniglia si mescolano ai sentori di pepe, cannella e cardamomo in un risultato floreale e speziato, dal naso pieno di un retrogusto quasi esotico. Anche in questo caso un bitter delicato permette di esaltare i sapori del vermouth invece che smorzarli, mentre le bolle devono essere eleganti, meglio se di un brut piemontese della zona dell’astigiano.