Il cous cous è candidato al Patrimonio Unesco: San Vito Lo Capo lo celebra

4 Marzo 2019

Il cous cous potrebbe diventare Patrimonio Unesco. La data da segnare in agenda è il 31 marzo. È infatti quella della presentazione di un dossier comune che ha visto in questi mesi riuniti intorno a un tavolo i rappresentanti di Algeria, Tunisia, Marocco e Mauritania. E questo risultato non è da poco. Ci sono voluti almeno 2 anni di dibattiti accesi, fuori e dentro i media, e in tutto il mondo arabo, dopo che nel 2016 l’Algeria si era mossa da sola per questa candidatura. Non è difficile capire perché questa candidatura sia così importante per molti Paesi. Ma non solo all’estero.

San Vito Lo Capo per il riconoscimento

Il cous cous è un piatto importante per la cultura del Nord Africa e dei paesi vicini, un piatto povero e sociale, consumato con tutta la famiglia nei giorni di festa e preparato con cura” racconta Nabil Bakouss, il cous cous è un piatto povero e sociale, preparato con cura nei giorni di festa il giovane chef tunisino che ha vinto il premio della giuria tecnica nell’edizione 2018 del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo. La cittadina siciliana è l’unico luogo in tutta Italia (e anche in Sicilia) in cui, come nel Maghreb, c’è una tradizione legata al cous cous. A celebrarla, proprio il Festival che, dal 1998, è tra gli eventi food più noti in Italia e nel Mediterraneo: ogni anno per 10 giorni riunisce 10 Paesi per una gara culinaria mentre migliaia di persone si incontrano tra degustazioni, musica e cooking show.

È stato quindi naturale da parte del sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, decidere di unirsi agli altri paesi per la candidatura Unesco. Lo ha fatto con una lettera, inviata nelle scorse settimane a Souheil Chaabani, direttore dell’ente tunisino del turismo, di adesione al progetto e testimonianza, in nome proprio della grande tradizione che lega quella porzione di Sicilia al noto piatto. ovunque sia approdato, il cous cous ha sposato le caratteristiche del territorio Ha scritto Peraino: “Approdato sulle coste trapanesi a seguito dei rapporti commerciali con il Nord-Africa, il cous cous è considerato prodotto agroalimentare tradizionale e fa parte a pieno titolo della nostra cultura. È un piatto della cucina casalinga tradizionale che viene preparato la domenica o in occasione di feste o celebrazioni particolari ma è anche servito nei ristoranti di gran parte dei paesi della provincia di Trapani come Erice, Mazara del Vallo, Marsala o alle isole Egadi. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, questo piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni dei popoli: nella provincia di Trapani la preparazione tipica è quella con il pesce, uno degli elementi base della nostra cucina. A San Vito Lo Capo, in particolare, il cous cous è diventato simbolo del territorio grazie al Cous Cous Fest, che lo ha celebrato per oltre vent’anni a livello internazionale”.

Anche la preparazione lega a doppio filo San Vito Lo Capo agli altri paesi, come dice ancora Peraino nella lettera: “L’atto stesso della preparazione del cous cous, la tradizionale ‘ncocciata che si compie con le mani, non è altro che un movimento rotatorio che aggrega i chicchi, proprio come questo piatto riesce ad unire i popoli. Ottenere il prestigioso riconoscimento dell’Unesco per il cous cous sarebbe di sicuro interesse nel riaffermare il legame tra i nostri popoli e avrebbe ricadute positive in un rinnovato scambio e confronto tra i nostri Paesi”.

Il Festival nel 2019

In attesa di sapere se la prossima edizione del Festival sarà dedicata proprio a questo riconoscimento Unesco, sono state annunciate già le date: dal 20 al 29 settembre 2019. Ancora non ci sono dettagli sui 10 Paesi sfidanti ma lo spirito resta sempre lo stesso: più che una gara, una festa di pace e integrazione intorno alla cucina. “Dieci giorni di totale felicità e bellezza” li ha definiti Andy Luotto, da anni animatore e presentatore della manifestazione e da pochi giorni. Il poliedrico artista, attore e chef ha un legame profondo con San Vito ed è diventato ufficialmente cittadino onorario della città, durante una serata a Milano, dedicata al Festival.

Insieme a lui, cittadino onorario e ambasciatore dell’evento, lo chef Filippo La Mantia. La Mantia, oste e cuoco siciliano, ha aperto proprio nella località trapanese il suo primo ristorante, nel 1998. Da allora ha portato il cous cous in giro per il mondo, inserendolo sempre nei suoi menu e diventando il testimonial di San Vito Lo Capo e dei simboli legati a questo piatto come la condivisione e lo stare insieme. Alla serata milanese anche gli chef sanvitesi Enzo Caradonna e Peppe Peraino e gli sponsor della rassegna: Bia CousCous, Conad, Electrolux Professional, Unicredit e Tenute Orestiadi.