I ristoranti giapponesi autentici avranno un simbolo di riconoscimento

6 Marzo 2019

Alzi la mano chi ama la cucina del Sol Levante e spesso si ritrova a mangiare piatti made in Japan nei quali di giapponese c’è veramente poco e niente. Per garantire agli amanti di ramen, tempura, tè verde o mochi di mangiare prodotti realmente provenienti da questo Paese, un certificato per garantire l'autenticità del ristorante il ministero dell’Agricoltura del Giappone ha creato perciò un nuovo sistema di certificazione. Si chiama Japanese Food Supporter e vi possono aderire volontariamente ristoranti, enoteche, lounge bar ma anche punti vendita specializzati. Il certificato, che è rilasciato a quei locali che promuovono l’utilizzo e la diffusione di ingredienti prodotti in Giappone, è una sorta di bollino su cui campeggia l’immagine stilizzata del monte Fuji e ha validità di due anni.

Per ottenerlo bisogna rispondere a precisi requisiti: se è vero infatti che l’adesione è volontaria, c’è però una commissione che ha il compito di valutare se il locale risponde a determinati requisiti. Per esempio, i ristoranti devono garantire sulla carta un’ampia offerta di piatti preparati con ingredienti giapponesi, così come una selezione di bevande alcoliche prodotte in Giappone, e l’origine nipponica deve essere chiaramente indicata sia per gli ingredienti, sia per gli alcolici.

Secondo il ministero sarebbe un modo per dare al consumatore finale il rispetto della qualità e della tradizione tipica del Paese. È un sistema che ha già riscosso successo in molti Paesi e che riguarda anche l’Italia, visto che già 54 ristoranti giapponesi dello Stivale hanno aderito all’iniziativa.