Fast food: in 30 anni i cibi sono diventati più calorici e salati

8 Marzo 2019

Nonostante nel tempo i fast food abbiano inserito sempre più alternative salutari, negli ultimi trent’anni i loro menu sono peggiorati: sempre più calorici e salati, con porzioni sempre più grandi. A lanciare l’allarme è il Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, con un’analisi dei ricercatori della Boston University che ha dimostrato come, dal 1986 al 2016, antipasti, contorni e dessert delle catene di cibi veloci siano significativamente aumentati in apporti calorici e contenuti di sodio.

Utilizzando i dati raccolti nella guida The Fast Food Guide, i ricercatori hanno stabilito che in questi trent’anni, nelle dieci catene più presenti negli Stati Uniti, la quantità media degli antipasti è aumentata di 39 grammi, con 90 calorie in più e il 13,8% di sale in più. Stesso trend per le patatine fritte, con più 42 calorie e 12% di sodio in più. I dolci sono i peggiori: le porzioni sono più grandi di 72 grammi, con un’aggiunta di 186 calorie. Inoltre, nel tempo, la varietà dei piatti nei menu è aumentata del 226%, ma queste nuove alternative sono anche meno salutari di quelle disponibili tre decenni fa.

In media, un pasto in un fast food con antipasto e contorno fornisce 767 kcal, quasi il 40% in una dieta da 2000 calorie al giorno. E se si aggiunge anche una bevanda calorica si sale al 45-50%. Non è solo un problema di calorie, ma anche di quantità di proteine, grassi, zuccheri e sale contenuti dai prodotti. “Abbiamo bisogno – dicono gli studiosi – di trovare modi migliori per aiutare le persone a consumare meno calorie e sodio. Vorremmo vedere più cambiamenti, come i ristoranti che offrono porzioni più piccole a un prezzo proporzionale“.

Pur essendo condotto negli Usa, questo studio rivela un problema che riguarda anche il nostro Paese. Secondo un recente rapporto del Censis, infatti, in Italia quasi 2 milioni di persone si definiscono junk food lover e seguono cattive abitudini alimentari, con un italiano su dieci obeso e uno su tre sovrappeso. in italia quasi 2 milioni di persone sono appassionate di cibo da fast food A differenza degli Stati Uniti, qui da noi gli studi in materia non si concentrano tanto sull’andamento quantitativo e qualitativo dei pasti consumati nei fast food, quanto piuttosto sulla trasparenza delle informazioni fornite ai consumatori: ne sono un esempio le chiarissime etichette nutrizionali apposte sulle singole confezioni dei prodotti, sulle quali è possibile leggere nel dettaglio l’apporto nutritivo di ciò che stiamo mangiando. Che, però, non sono in grado di distoglierci dal farlo.

La questione, quindi, rimane: oltre a consumare pasti con panino, patatine e bibite da almeno mille calorie ciascuno, ingeriamo eccessivi zuccheri e sale. E il rischio è che, se continuiamo a seguire il modello alimentare americano, nei prossimi anni il numero di obesi potrebbe continuare ad aumentare.