Martina Caruso: 10 modi per essere come me

8 Marzo 2019

Non c’è una ricetta per il talento, si è dotati per natura. È un tesoro che però deve essere coltivato, investito, altrimenti non ha alcun valore, come ricorda lo stesso etimo tàlaton che in greco significa somma di denaro, peso della ricchezza, piatto della bilancia. martina caruso è entrata a far parte dell'atelier des grandes dames Il talento va incanalato nel modo giusto, un lavoro per la persona che lo possiede e per chi le sta accanto e quando il lavoro di squadra funziona, con sacrifici annessi e connessi, ecco allora che si riesce, ci si distingue, si segna una strada. E ciò che è successo a Martina Caruso, chef dell’hotel Signum di Salina, che all’età di 29 anni è stata appena incoronata dalla Michelin e dalla maison Veuve Clicquot Donna Chef del 2019 entrando di diritto a far parte dell’Atelier des Grandes Dames, la prestigiosa rete di donne chef impegnata nella valorizzazione del talento femminile, di cui fanno parte icone della cucina italiana come Antonia Klugmann.

Con questo riconoscimento Martina continua a tenere alta la bandiera del Sud, succedendo a Caterina Ceraudo del ristorante Dattilo a Strongoli. Da Salina, dal piccolo mondo incastonato nel Tirreno, questa ragazza semplice, dagli occhi solari e allo stesso tempo timida, è finita sotto le luci della ribalta per la capacità di raccontare il proprio territorio “in modo fresco, originale e con determinazione“, come ha sottolineato la Michelin nella motivazione del riconoscimento. La determinazione è infatti il fattore propulsore del talento di Martina. All’età di 14 anni decide che vuole diventare cuoca e dopo 12 anni ottiene la stella Michelin. Un percorso di duro lavoro che non avrebbe contemplato il raggiungimento di questi traguardi se non fosse stato condiviso e vissuto insieme alla famiglia che ha fondato e tuttora gestisce l’oasi del Signum.

Il papà Michele, la mamma Clara e il fratello Luca, ciascuno in una sfera emotiva e lavorativa ben precisa, sono stati i mentori di Martina: dalla mamma apprende il rigore e la precisione; da Luca la capacità di gestire l’attività; dal papà l’importanza di nutrire i rapporti umani. Qualità caratteriali, sane abitudini e un modo di vedere la vita hanno completano poi il quadro del successo di Martina. In questi dieci punti la chef si racconta attraverso le sue regole quotidiane, i suoi dieci comandamenti che l’hanno portata a conquistare un posto nel gotha dei giovani talenti contemporanei.

  1. Confrontarsi con la famiglia e la squadra. Coltivare i rapporti con chi ti segue nel lavoro quotidiano è la regola primaria, viene prima di ogni cosa. È ciò a cui mi dedico ogni giorno. Il fattore umano è determinante poi per questa professione. La sintonia fa muovere il tutto. “A noi basta oramai comunicare con lo sguardo“.
  2. Stare a contatto con l’ambiente che ti circonda. “Nel mio caso l’isola. Bisogna godere del luogo in cui ci si trova immersi. Mettersi in ascolto. Il rapporto con il mare, con gli elementi della natura è ciò che mi dà ogni giorno energia e di cui non posso fare a meno. Certo sono fortunata. Ogni realtà ha la sua bellezza. Viviamo il quotidiano troppo presi dalle nostre incombenze e ci dimentichiamo dove stiamo“.
  3. Vivere la comunità a cui si appartiene. La comunità è la famiglia in cui si cresce, rappresenta le radici.
  4. Ritagliarsi un momento per lo studio. “È una pratica del quotidiano a cui tengo. Lo faccio solitamente sulla mia terrazza di casa e con la musica in sottofondo. Lo studio costituisce il nutrimento dell’evoluzione, cosi non rinuncio mai alle mie parentesi di lettura“.
  5. Prendersi cura di sé. “Fondamentale. Ogni giorno mi ritaglio un’ora di corsa per le strade dell’isola o tra Malfa e Capo Faro“.
  6. Trovare il tempo per gli amici. “Anche se concludo la serata molto tardi e abbastanza provata dal lavoro, il tempo per gli amici lo trovo sempre. Non rinuncio a loro. Ci incontriamo per una bevuta o in piazzetta a chiaccierare o per locali“.
  7. Viaggiare e confrontarsi con altre culture. “È la linfa per la mia cucina. Entrare in contatto con luoghi, persone, storie, sapori, tradizioni, aprire la mente, vivere e pensare senza confini sono attitudini basilari per crescere, migliorarsi e creare“.
  8. Restare con i piedi per terra. “È la nota caratteriale che mi contraddistingue. Vivo giorno per giorno e questo mi dà forza, mi consente anche di risolvere i problemi con mente lucida“.
  9. Rianalizzare il percorso fatto. “È una mia abitudine da sempre. Rileggo sempre gli appunti presi durante le mie esperienze passate, che possano essere di lavoro, di viaggio, di semplici uscite, di stage. Io tengo tantissimi taccuini, uno per ogni occasione. Ritorno sempre sul focus di questi momenti che sono le tappe della mia vita. E ogni volta che ci ritorno, valuto sempre dettagli nuovi, a cui non avevo prestato particolare attenzione“.
  10. Divertirsi, sempre e comunque.

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