Safefood: il laser per scoprire le contaminazioni

10 Marzo 2019

Un dispositivo laser portatile per rendere più efficaci e rapide le verifiche sui cibi da parte delle autorità che vigilano sulle frodi e la sicurezza alimentare. un fascio laser a infrarossi da dirigere sui cibi da analizzare Si chiama Safefood ed è il dispositivo creato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Si basa su una tecnologia chiamata spettroscopia laser fotoacustica, in grado di sparare sul prodotto un fascio laser a infrarossi e di avere, di rimando, una sorta di eco che è poi ascoltata come suono attraverso un microfono.

L’Agenzia sta lavorando a due prototipi: uno per i controlli qualità dell’industria alimentare, integrato nel processo di lavorazione e atto a monitorare tutta la catena produttiva; il secondo destinato alle attività ispettive degli organi di controllo, una sorta di laboratorio portatile in cui inserire piccoli campioni di alimenti per un rapido screening alla ricerca di eventuali contaminanti.

Finora i test sono stati condotti su alimenti di grande consumo, come pesce, bibite, succhi di frutta, latte in polvere, olio d’oliva, vinofinora i test sono stati fatti su pesce, bibite, latte in polvere, olio d'oliva e vino Nel caso del pesce, sia fresco che in scatola, il laser ha individuato la presenza di istamina, mentre nei succhi di frutta e nelle bibite analcoliche ha permesso di identificare cinque dolcificanti come fruttosio, glucosio, maltosio, aspartame e saccarosio. Nel latte in polvere Safefood è stato in grado di rilevare la contaminazione da melammina, sostanza usata per produrre la plastica capace di simulare il contenuto di proteine, mentre nell’olio extravergine di oliva ha riscontrato la presenza di oli vegetali a basso costo e nel vino sostanze come metanolo e solfiti.