Elio Santuossuosso torna a casa: come è la pizza del Lido Aurora ad Agropoli

12 Marzo 2019

Un ultimo anno pieno di spostamenti e colpi di scena quello di Elio Santuosuosso, pizzaiolo cilentano oramai naturalizzato romano. In questi giorni salpa per una avventura: nuova, ma non del tutto. È tornato a casa, ad Agropoli, per restarci. Torna in famiglia, nel locale di papà, ma con il piglio che oramai lo contraddistingue. 8 anni di vita romana hanno modificato il suo modo di concepire la pizza, la sua visione del servizio, le modalità di metter su un menu. Ritorna in Campania per dare un tocco contemporaneo all’interno di una realtà storica che ha tutte le carte in regola per brillare di nuova luce. Nasce così la nuova pizzeria del Lido Aurora. Ad Agropoli come avevamo detto, sul Lungomare San Marco. Glielo abbiamo chiesto: perché torni a casa? “Perché mi piacciono le sfide, un po’ anche perché mi mancava il mare e il sole di casa.” Come dargli torto.

Per chi fosse a digiuno di nozioni sul mondo pizza, probabilmente si farà cosa gradita ricapitolando brevemente il cursus onorum del giovane Elio. Breve l’ho promesso, un paragrafetto. Elio è stato per un lustro il ragazzo da tenere d’occhio nel mondo della pizza e non sono nella Capitale. Giunto a Roma neanche ventenne, si era imbattuto nella pizzeria storicamente riconosciuta come la capostipite di questo nuovo rinascimento dell’arte bianca romana.Una ventata di novità nel panorama cilentano che sta vivendo un momento di grandi cambiamenti Dopo una lunga gavetta alla Gatta Mangiona, alla corte di Giancarlo Casa (durante la quale ha vinto nel 2015 a 23 anni il premio come emergente pizza chef), dopo una proficua seppur breve esperienza da Exquisitaly, arriva appena qualche mese fa da Luciano – cucina italiana. Una permanenza durata troppo poco per poter ahinoi lasciare il segno. È qui che matura l’idea di tornare a Sud. Al mare. E qui ci facciamo latori di un trend che diventerà a brevissimo attuale. È una tendenza da non sottovalutare questa dei ritorni a casa, delle aperture di provincia anche in quei luoghi che pur avendo una longeva tradizione di pizza di qualità, non considereresti iconici. Un movimento di giovani leve dell’arte bianca verso le province e le periferie che non fa altro che confutare questo che dal principio sembrava un orientamento sì,  ma appena accennato. Chissà che in futuro nascano sempre più numerose piccole oasi in cui gustare ottima pizza, qua e là nel Bel Paese. Chissà. Sperem.

Il Lido Aurora è una vetrina sul Tirreno, una saletta con 50 posti nella stagione più fredda, fa da contraltare a uno spazio esterno che ospita fino a 110 commensali. Il forno diventa il protagonista occupando parte della sala. Con lui prende lustro il pizzaiolo. In carta 18 pizze, parlano della storia di Elio ibridandola con la tradizione autoctona. Che pizza è quella di Agropoli? “Un pizza tutta cilentana, molto diversa dalla napoletana. È a metà strada tra morbidezza e croccantezza, con un cornicione poco sviluppato. La mia però sarà  una pizza contemporanea che va un po’ fuori dagli schemi agropolesi sia per abbinamenti sia per conformazione. È una pizza dal cornicione alto ma la ricerca è verso la friabilità. Gli anni romani hanno contato tanto per me e lo si evincerà anche dal menu. Non ho potuto fare a meno di portare con me il guanciale, il pecorino, le puntarelle e poi la tradizione di iniziare il pasto con un supplì.” Quindi la carta sarà una perfetta commistione tra le due tradizioni.

Per iniziare le montanarine ma anche supplì e crocchette alla moda di Monteverde, fiori di zucca e filetto di baccalà, poi a seguire accanto alla classica Marinara e la Margherita troveremo la Capricciosa napoletana ma anche quella romana (con l’uovo e il crudo), nuovi classici come la Gricia. Quelle che utilizzano eccellenze italiane come la Cetara, con alici, scarola, ravanelli, fiordilatte e stracciatella, la Calabrese (in foto) con fiordilatte, nduja, squacquerone e arance candite, la Lido Aurora con baccalà mantecato, patate, cipolle rosse croccanti e zest di limone, la Modena con mousse di ricotta, mortadella, pesto di pistacchio e pomodori secchi. Dolci del territorio, una selezione di vini campani, birre artigianali della regione e conto che riesce ad essere leggerissimo. Andremo presto a fargli visita. Per un in bocca al lupo. E una pizza. Capricciosa napoletana. Con le acciughe in aggiunta, tante.